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Calcio: Serie C

Pontedera, ecco il baratro: la cura Braglia è letale e per ora serve solo a non far giocare Caponi – Che quando entra è il migliore in campo

di Tommaso Silvi

	Piero Braglia
Piero Braglia

Due pareggi in sei partite per il tecnico che doveva risollevare la squadra, il capitano e simbolo della squadra fatto fuori inspiegabilmente: ora per evitare i dilettanti serve quasi più di un miracolo

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PONTEDERA. Il Pontedera perde ancora e sprofonda sempre di più all’ultimo posto in classifica nel silenzio generale della società. È inutile fare calcoli. Ora serve un miracolo. Che ha altissime possibilità di non realizzarsi. Molto più realisticamente i granata nella prossima stagione ripartiranno dai dilettanti. Con il Guidonia – nel pomeriggio di sabato 14 marzo – arriva un'altra sconfitta. E pensare che i laziali non vincevano da 14 partite. Intanto la mano dell’esperto Piero Braglia non si vede. Anzi, sì. Perché la sua gestione, numeri alla mano, è la peggiore delle tre che si sono avvicendate sulla panchina granata durante la stagione. Altro che scossa. L’unica scossa mister Braglia l’ha data ad Andrea Caponi, anima, simbolo e cuore del Pontedera: sempre in panchina con lui, e sempre il migliore in campo quando viene inserito a partita in corso. Come contro il Guidonia. Ma 25 minuti non bastano al capitano. Anche se, da quando entra Caponi – sarà un caso? – il Pontedera colleziona più palle gol di quante confezionate nel resto della partita. Perché Caponi non merita mai una maglia da titolare? Mistero. Braglia avrà le sue buone motivazioni. Di sicuro i risultati non gli danno ragione. Il suo Pontedera ha fatto due punti in sei partite. E nel frattempo la nuova società brasiliana tace. Nessuna conferenza stampa di presentazione ufficiale, nessuna presa di posizione, nessuna rassicurazione ai tifosi sul futuro del club. Solo un breve video motivazionale sui social di Eduardo Tega, in rappresentanza della nuova proprietà – e un altro del pendolino Cafù che all’improvviso è diventato tifoso granata. Va bene così? Mah. Se è vero che Sportheca – il fondo carioca che di fatto ha messo le mani sulla società – opera nel mondo del marketing sportivo e dello sviluppo di app collegate al calcio, è vero anche che – al momento – a livello di comunicazione, a Pontedera, non sta brillando per operosità. C’è da augurarsi almeno, per i tifosi granata, che dietro al silenzio ci sia già un intenso lavoro per programmare il futuro. Che, salvo qualcosa di impensabile al momento, sarà tra i campi di provincia nella massima serie del dilettantismo.  

La partita

La partita col Guidonia è il solito copione visto e rivisto. Per il Pontedera si potrebbe riassumere con un celeberrimo “Vorrei, ma non posso”. Bene a sprazzi, in altri frangenti affiorano incertezze e leggerezze. Possesso palla, qualche occasione da gol, e poi l’ormai classica “frittata”. Che stavolta arriva nel secondo tempo. Calcio di punizione a ridosso dell’area di rigore del Guidonia, Faggi batte rasoterra e avvia il contropiede degli ospiti, che ringraziano e segnano. Poi Braglia decide che è il momento di Caponi. E il Pontedera cambia volto. Attacchi a ripetizione ma il gol non arriva. Poca qualità, tanto nervosismo e un pizzico di inesperienza. Mancano sei partite alla fine del campionato e i granata ne devono vincere almeno quattro per sperare di fare i playout. Per ora, ne hanno vinte appena tre in 30 gare di campionato. Serve un miracolo. Che probabilmente non accadrà.

Il tabellino

PONTEDERA (4-2-3-1): Saracco; Paolieri, Sapola, Leo, Mbambi; Faggi (21’ st Caponi), Kabashi (29’ st Emanuello); Vitali, Dell’Aquila (13’ st Buffon), Nabian (29’ st Raychev) ; Yeboah. A disp. Biagini, Strada, Giacomelli, Manfredonia, Pietrelli, Lugano, Wagner, Beghetto. All. Braglia
GUIDONIA MONTECELIO (4-3-3): Stellato; Vitturini, Mulè, Frascatore, Viteritti; Tessiore (36’ st Zappella), Santoro, Franchini (30’ st Sannipoli); Errico (18’st Zuppel), Starita, Russo. A disp. Avella, D’Isanto, Toma, Spavone, Miccoli, Pigliacelli, Diori, Bafaro. All Ginestra.
ARBITRO: Maria Marotta di Sapri. (Chiavaroli/Rizzello).
RETE: 7’ st Tessiore
NOTE: Ammoniti: Frascatore, Paolieri, Errico, Faggi, Tessiore, Vitali. Angoli 5-1. Rec. 2’+4’. Spettatori 650 circa.

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