Pontedera, lottizzazione ai cimiteri: il Tar respinge il ricorso
Le ragioni dei cittadini sono state ritenute inammissibili
PONTEDERA. Il Tar della Toscana dà ragione al Comune e respinge, dichiarandolo inammissibile, il ricorso che è stato presentato da alcuni cittadini di Pontedera, sostenuti da Fratelli d’Italia, per fermare la realizzazione di un fast food e di un centro commerciale (peraltro già inaugurato) nella zona dei cimiteri. Non solo: i ricorrenti sono stati anche condannati a pagare le spese di giudizio a favore del Comune e della società Incom, liquidate in tremila euro.
Il ricorso al Tar si reggeva sul mancato rispetto del vincolo cimiteriale, cioè delle distanze tra il nuovo insediamento commerciale, aperto in parte nelle scorse settimane, e i cimiteri. Il Comune di Pontedera e la società proprietaria dei terreni, si sono costituiti in giudizio, sostenendo che i cittadini che hanno presentato il ricorso al Tar non sono portatori di un interesse rilevante, meritevole di tutela, e quindi non hanno diritto a rivolgersi al Tar. In sostanza hanno eccepito l’inammissibilità dei gravami per difetto di legittimazione ed interesse, sostenendo che i ricorrenti, oltre a non avere fornito la prova certa della presenza delle tumulazioni dei propri congiunti nell’area cimiteriale, non avrebbero dimostrato il pregiudizio concreto derivante dagli interventi contestati. Inoltre hanno evidenziato la tardiva impugnazione della delibera del 2007 con cui è stata ridotta la fascia di rispetto cimiteriale per realizzare nell’area strutture di servizio per il cimitero e non. Infine le controparti hanno fatto notare che negli anni i vari provvedimenti di pianificazione adottati per quell’area non sono mai stati oggetto di impugnazione.
Tra l’altro nella sentenza si rileva che i ricorrenti hanno presentato la memoria con le conclusioni in ritardo rispetto all’iter previsto e quindi non è stata considerata per la decisione finale.
Gli atti adottati per l’area sono stati ritenuti legittimi: nella zona sono ammesse destinazioni commerciali, preferibilmente ma non necessariamente a servizio del cimitero. Il ricorso al Tar aveva aspetti anche di natura politica, evidenziati dal sindaco Matteo Franconi nel commentare la vicenda, destinata ad aprire un nuovo dibattito in città.
«Le motivazioni della sentenza del Tar non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Il ricorso proposto contro l’atto del Comune è stato dichiarato inammissibile non solo per l’ovvia considerazione che quell’insediamento commerciale è contemplato negli strumenti urbanistici di Pontedera da ormai vent’anni (noi ne abbiamo semmai ridotto la portata in termini di volumi rispetto all’originaria previsione del 2006) ma anche e soprattutto perché chi ha presentato ricorso non aveva una legittimazione e un interesse giuridicamente qualificato ad agire. Questo è quel che succede di solito quando certa politica non ha argomenti validi per fare buona politica e prova ad alzare polveroni “buttandola” sulla correttezza degli atti anziché sulla propria (inesistente) visione alternativa delle cose. In questo quadro non mi pare secondaria né ininfluente la condanna alle spese di giudizio in capo ai ricorrenti».
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