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Bientinese, falsa partenza. Niente cantiere, strada aperta (ma è questione di ore)
Quando i divieti saranno in vigore massima attenzione ai Tir
BIENTINA. Una falsa partenza per i lavori lungo la strada Bientinese di cui è responsabile la Provincia. La chiusura prevista per la mattinata di ieri che dureranno fino al 30 novembre, di fatto, non c’è stata. Alle 8 la polizia municipale di Bientina si è presentata lungo l’arteria che collega la zona di Pontedera e della Valdera ad Altopascio e al casello dell’autostrada. Poi sono arrivati gli addetti della Provincia. Si è parlato di un ritardo della ditta appaltatrice.
Ma la realtà è che ieri alle 17 l’intervento non era ancora partito. Tutto rimandato a oggi, almeno si spera per un’operazione che sarà ampiamente invasiva per la circolazione stradale. Soprattutto per i mezzi pesanti che saranno monitorati dagli agenti delle polizie municipali bientinese e di Castelfranco e da quelli della polizia provinciale. Due settimane di controlli con una riunione già fissata per i 9 settembre in cui analizzare le criticità e, se possibile, cambiare alcune impostazioni.
Sull’inizio dei lavori ci sono pochi dubbi. Semmai emergono già alcuni aspetti che potrebbero creare non pochi problemi. Prima di tutto il personale a disposizione per i controlli. Per questa settimana, la Municipale di Bientina, guidata dal comandante Andrea Trovarelli, e la polizia provinciale si divideranno il compito di presidiare gli accessi. Anche la municipale di Castelfranco, i cui agenti sono guidati dal comandante Giacomo Pellegrini, vigileranno alla rotatoria che da Altopascio consente l’immissione sulla Bientinese. Ma non è detto che ci sia la presenza costante. «Abbiamo destinato una pattuglia per ciascuno dei due turni giornalieri – dice Pellegrini – ma è chiaro che non potrà essere effettuato un controllo fisso perché se c’è un’emergenza dall’altra parte del territorio comunale dovremo intervenire».
E il rischio, a quel punto, è che un camion arrivi dritto dritto all’area di cantiere con poche possibilità di manovra a quel punto per invertire la rotta. I cartelli all’imbocco della strada provinciale, infatti, servono da deterrente. L’ordinanza con cui si stabilisce la chiusura riguarda solo i chilometri che riguardano il cantiere. Per cui occorrerebbe una vigilanza accurata per evitare situazioni difficili poi da risolvere. Il percorso alternativo c’è. La comunicazione di Provincia e Comuni coinvolti è stata fatta nei tempi giusti. «Ma il problema potrebbe sorgere se un mezzo pesante arrivasse a ridosso dello sbarramento», dice ancora il comandante di Castelfranco.
Situazione delicata e complessa per un’opera necessaria ad aumentare i livelli di sicurezza lungo una delle strade più importanti, ma anche con maggiori criticità della zona. Da anni ormai si parla della necessità di effettuare un rifacimento totale. Ma servirebbe uno stanziamento molto rilevante che, è ormai evidente, non è mai stato preso troppo in considerazione. Anche se la manutenzione della Provincia, spesso con risorse della Regione, viene regolarmente effettuata. Ma non basta e servono interventi come quello dei prossimi mesi che obbligherà i camion a dirottare i loro tragitti sulla già ingolfata Firenze-Pisa-Livorno. Altra arteria fondamentale per la viabità di questo angolo di Toscana che, fatalmente, farà parte anche delle elezioni regionali di ottobre. l
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