Il Tirreno

Pontedera

Il lutto

San Miniato, addio al professor Daniele Loni: una vita tra scuola e impegno

di Nilo Di Modica
Daniele Loni
Daniele Loni

Ex docente di medie e superiori è morto per un malore improvviso

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SAN MINIATO. Improvviso addio quello che la comunità sanminiatese ha dovuto tributare a Daniele Loni, storico “prof” del Liceo Marconi. Presente nella memoria di tanti “ex” studenti e studentesse del liceo, Loni è stato colto da malore improvviso nella notte, a meno di un mese dal compimento dei suoi 78 anni, che avrebbe festeggiato il prossimo febbraio. Dramma che nel tam tam delle chat di tante classi di un tempo è subito rimbalzato seminando un misto di tristezza, nostalgia, e anche qualche sorriso amaro, a mezza bocca, di quelli che si stampano sul viso ricordando un vecchio amico.
Gli anni alle medie e poi al liceo
Professore di letteratura italiana e latina, aveva iniziato a insegnare prima alle scuole medie di San Miniato. Nel 1988, poi, l'approdo al liceo fino al pensionamento nel 2007. In molti, oggi, ricordano quel «professore che lasciava il segno», capace con la sua passione di trasmettere l'amore per le lettere e non mollare i ragazzi nemmeno fuori da scuola. Uno di quei docenti con i quali «parlare di tutto», «sempre disponibile a confrontarsi coi problemi dei suoi studenti, qualunque essi fossero», ma anche uno di quei docenti che non riusciva mai a nascondere «l'urgenza di trasmettere sempre qualcosa», testimoniare la grandezza dei classici e dello spirito di quell'umanesimo orgoglioso di chi ha subito la fascinazione dei libri, la conoscenza come rete ricchissima in cui perdersi, l'insegnare oltre il semplice dispensare nozioni. Spirito di servizio che lo aveva spinto, per anni, a dare una mano a chi gli chiedeva aiuto per superare i propri scogli, su tutti il grande spettro dell'esame di Stato.

L’amore per Dante e la voglia di trasmettere la passione per lo studio

Missione segnata negli anni da quel gesticolare così caratteristico da farlo oggetto di alcune leggendarie imitazioni fra i suoi studenti, oltre che da quei tanti “pallini” che aveva, come l'ammirazione viscerale per Dante, di fronte alla cui grandezza: «Anche i poveri inglesi ed il loro Shakespeare – amava ribadire – se ne devono pur fare una ragione...». O da quel paziente guidare ragazze e ragazzi, talvolta allergici allo studio, perchè «quando avrete una certa età – diceva – la cultura sarà fra le cose più preziose che avrete a farvi compagnia». Appassionato da sempre di quella politica che aveva incontrato ventenne a Pisa, “da sessantottino” come teneva a ricordare, fra le file della sinistra intransigente, era rimasto un convinto antifascista militante per tutta la vita, oltre che un compagno di strada dell'Anpi. Proverbiale anche la passione per il calcio: lui, juventino inossidabile, che si era anche dilettato ad allenare qualche squadra giovanile.

Fra i primi a ricordarlo anche il sindaco di San Miniato Simone Giglioli. Lascia la moglie Maria Antonietta Frosini, anch'essa rinomata professoressa, la figlia Cecilia e la nipotina Sara, per la quale stravedeva. Esposto nella sua abitazione in via Bagnoli, riceverà l'ultimo saluto oggi alle 14,30 nella chiesa di S.Caterina.
 

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