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La ricorrenza

La magia del presepe torna ad accendersi al Santuario di San Romano

di Marco Sabia
Il presepe di San Romano
Il presepe di San Romano

Ogni anno arrivano 20mila visitatori: un appuntamento fisso da oltre trent’anni ormai

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MONTOPOLI. È un appuntamento fisso ormai dal 1992, che attira tantissimi curiosi dai dintorni e non solo: domenica – alla presenza del governatore Eugenio Giani e del vescovo della Diocesi di San Miniato Giovanni Paccosi – è stato inaugurato il maxi presepe ospitato nel chiostro dei frati minori a San Romano, all’interno del Santuario della Divina Grazia, in piazza Santa Chiara a San Romano, nel comune di Montopoli.

Il Santuario, dedicato alla Madonna che apparì a San Romano, è stato ingrandito più volte, a partire dal 1515, dai Medici, tanto devoti della Vergine e frequentatori del luogo nei loro spostamenti da Firenze a Pisa, al punto da costruire anche una scala che reca lo stemma della famiglia. Dal 1995 il presepe viene realizzato all’esterno, prima nel giardino e ora nel chiostro del convento dei frati minori francescani, diventando sempre più grande e dettagliato nelle sue ambientazioni. Dopo tanti anni è ormai diventato famoso non solo nei paesi del comprensorio ma in tutta la Toscana con una media di 20mila visitatori ogni anno con persone anche dall’estero.

Il presepe si sviluppa su un’area rettangolare e, oltre ai movimenti meccanici dei personaggi, presenta un alternarsi del giorno e della notte, che lo rende ancor più realistico. Le varie scene sono disposte a ferro di cavallo al fianco dei porticati, intorno al perimetro esterno del chiostro. I personaggi sono intenti nelle loro attività, sotto la neve che imbianca le capanne fino alla grotta della Natività al centro, ma nella parte opposta all’ingresso. A realizzare ogni anno da zero questa natività da 400 metri quadri è un gruppetto di una dozzina di volontari, appassionati presepisti.

Come da tradizione per la Festa dell’Immacolata il presepe è stato inaugurato e rimarrà visitabile fino a febbraio. A raccontare come nasce quest’opera è uno dei presepisti, Pierluigi Gonnella: «Ogni anno si parte a ottobre per esser pronti a inizio dicembre, mentre le costruzioni e i sistemi di movimento li realizziamo in estate. Ogni volta creiamo da zero un presepe nuovo, che quest’anno è quello tipico toscano». L’opera è visitabile nei giorni feriali dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18 mentre nei festivi l’orario serale si estende a fin quando ci sono visitatori. Detto in parole povere tutto è realizzato a mano dai presepisti, escluse le statuine che vengono comprate. Ciò che colpisce è anche la possibilità di entrare quasi fisicamente nel presepe, vista la sua grandezza.

L’altra curiosità deriva dal fatto che i presepisti ogni anno distruggono il vecchio presepe e lo rifanno da capo, sintomo di una dedizione e di una passione uniche. All’inaugurazione di domenica erano presenti anche la sindaca di Montopoli Linda Vanni e la collega di Santa Maria a Monte Manuela Del Grande, oltre alla vicesindaca di Castelfranco di Sotto Monica Ghiribelli e al consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Pieroni.

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