Maxi cartello caduto in Fi-Pi-LI, i sei imputati sono stati assolti: chi sono e cosa successe quel giorno
Sono funzionari e amministratori del gestore e delle ditte della manutenzione. L’incidente nell’agosto 2018, non ci furono feriti, auto sfiorate e tanta paura
PONTEDERA. Tutti assolti dall’accusa di disastro colposo perché il fatto non sussiste. Dopo numerose udienze si è concluso, in tribunale a Pisa, il processo nei confronti di sei imputati, funzionari e amministratori del gestore della superstrada Firenze-Pisa-Livorno e delle aziende che si occupano della manutenzione, erano finiti a vario titolo sotto processo per il crollo di uno dei cartelli della segnaletica stradale, lungo la strada di grande comunicazione. Durante il dibattimento non sono emersi elementi tali da provare le accuse, le motivazioni della sentenza di primo grado si conosceranno tra 90 giorni. L’accusa invece aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per i sei imputati.
Ma torniamo indietro nel tempo, addirittura all’agosto 2018 quando solo per un caso fortunato non ci furono feriti.
Una giornata estiva ventosa e con temporali. Poi, intorno alle 15, avviene l’impensabile, quello che solitamente un utente della strada non si aspetta. Uno dei grossi e pesanti cartelli a bandiera, con le indicazioni delle direzioni Firenze e Livorno crolla in un istante sulla carreggiata nord, quella che conduce al capoluogo toscano, sfiorando i veicoli in transito su quel tratto della superstrada. Il fatto avviene in un tratto tra Pontedera e Cascina. E provoca molte reazioni e preoccupazioni, oltre a innescare una serie di controlli a tutta la segnaletica dell’importante arteria stradale.
La Procura di Pisa apre un’inchiesta e, nel frattempo, altra segnaletica simile a quella caduta viene rimossa. La polizia stradale viene incaricata dei rilievi e partono le indagini che cercano di stabilire le cause di quella caduta così insidiosa. Si arriva agli avvisi di garanzia e dunque alle iscrizioni nel registro degli indagati, poi, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della sostituta procuratrice Flavia Alemi, di recente passata ad un altro incarico a Roma.
Sei gli imputati, funzionari, tecnici e amministratori delle aziende che si occupano della gestione e della manutenzione della Sgc: l’ingegnere Claudio Ferrante, di Firenze, (Città Metropolitana di Firenze) , difeso dagli avvocati Tiziano Checcoli e Francesco Marenghi di Pisa, l’ingegnere Michele Rosi, di Firenze, (Global service-Rete viaria metropolitana) , tutelato da Antonio Bertei del foro di Prato, Maria Cecilia Tosi, di Calenzano, (Città Metropolitana di Firenze) che si è affidata all’avvocato Gaetano Viciconte, l’ing Claudio Nardecchia, di Roma (Rti, che ha come capogruppo la Avr) , avvocato Ludovica Giorgi di Lucca, il geometra Lorenzo Porciani, di Firenze (Rti) difeso da Silvia Palmerini, e l’ingegner Leonardo Graziani, di Firenze (servizio del contratto global service) , difeso dall’avvocato Elena Tori del Foro di Lucca.
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