In aggiornamento
Impianto a biogas, nuove paure. «La società vuole modificarlo»
Assemblea tra cittadini di San Donato e Comune che si dichiara contrario
SANTA MARIA A MONTE. «Vogliono modificare l’impianto». È questa la novità emersa sul biogas di San Donato in occasione dell’assemblea promossa dall’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte al circolo Arci della frazione. Incontro a cui hanno preso parte, con la sindaca Manuela Del Grande, anche la giunta ed i due tenici del Comune, Francesca Ringressi e Alessandro Veracini, alla presenza di numerosi cittadini. «Ci è sembrato giusto comunicare subito con la popolazione quanto emerso da una nostra indagine, onde evitare di avere sorprese come nel 2012 – ha detto Del Grande –. L’opinione del Comune non è cambiata, come ci siamo opposti a suo tempo, ci opponiamo oggi».
La struttura negli ultimi tempi, ha visto mutare la compagine della proprietà, passata in prevalenza alla società Agripower (gruppo A2A). «Da quello che ci è dato sapere, anche se non abbiamo il progetto, l’intento è di investire un milione di euro nell’impianto, mitigando alcuni impatti delle strutture e adeguandosi alle nuove normative – ha detto Veracini –. La modifica più rilevante, che la società descrive come non sostanziale, è il passaggio dalla produzione di biogas da immettere in un motore per generare elettricità, a quella di biometano da vendere immettendolo nella rete».
«Servirà un terzo digestore, senza aumento del quantitativo di materiali trattati – continua il tecnico –. Previste quattro nuove cisterne chiuse e interrate per immagazzinare i materiali organici. Potenziate le trincee di stoccaggio». In tutto un ettaro di ampliamento.
Tanti i dubbi dei cittadini, che attraverso vari interventi hanno di fatto delineato oltre dieci anni di segnalazioni e disagi, fra maleodoranze nei dintorni della struttura e al forte impatto che sulla viabilità della frazione ha il viavai dei trattori che portano il materiale organico all’impianto. «Serve maggiore presenza della Municipale e più monitoraggi – ha segnalato un cittadino. – Le strade sono spaccate per il passaggio dei mezzi pesanti».
Fra i timori di molti, anche l’ipotesi che una nuova autorizzazione, ora al vaglio della Regione, possa prolungare la vita dell’impianto, il cui via libera scadrebbe nel 2027. Vivo nella memoria di molti un primo tentativo, un anno fa, di ampliare; in quel caso l’amministrazione appena insediata non ricorse al Tar, promuovendo però un appello alla presidenza del consiglio che, dice la sindaca, «aveva bloccato tutto». Del Grande ha poi aggiunto: «A quella trasformazione noi avevamo opposto il nostro diniego, ottenendo alcune cose, fra cui il non ampliare il materiale utilizzato né la natura, agricola, della società. Avevamo anche esposto alla Regione le tante criticità dei cittadini sulla viabilità. La Regione non ci ha mai risposto».
Presto, a oggi, pensare a nuovi ricorsi: «Non è ancora partito l’iter» precisa Ringressi. Parole che intanto non convincono alcune delle forze politiche all’opposizione, fra cui la lista Viviamo Santa Maria a Monte, presente all’incontro. «Di fatto la richiesta di A2A arriva a un anno dalla prima proposta di cambio di ricetta a cui l’attuale amministrazione decise di non fare ricorso al Tar – spiega l’ex sindaca Ilaria Parrella –. Si dovrebbero difendere salute e sicurezza dei cittadini. Questa amministrazione invece si preoccupa solo di addebitare le colpe ad altri».
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