Il Tirreno

Pontedera

Festa a sorpresa per i primi 25 anni da governatore di Remo Paperini

di Paola Silvi
Festa a sorpresa ieri alla Misericordia di Forcoli per lo storico governatore che ha raggiunto il traguardo delle nozze d’argento con l’associazione di volontariato e ancora pensa a nuove iniziative
Festa a sorpresa ieri alla Misericordia di Forcoli per lo storico governatore che ha raggiunto il traguardo delle nozze d’argento con l’associazione di volontariato e ancora pensa a nuove iniziative

Dolce e brindisi alla Misericordia di Forcoli

3 MINUTI DI LETTURA





FORCOLI. Correttezza, lealtà e spirito di generosità. Sono i pilastri su cui si è basato il suo mandato alla Misericordia.

Remo Paperini, ha festeggiato ieri pomeriggio nella sua Forcoli, 25 anni da governatore. E le nozze d’argento con l’associazione di volontariato sono state consacrate da un evento a sorpresa, con tanto di attestato speciale firmato dal presidente della Confederazione italiana delle Misericordie, Domenico Giani e consegnato al decano di quella forcolese dal presidente della Federazione Toscana Alberto Corsinovi.

Un traguardo raggiunto grazie alla passione e all’impegno di un signore, oggi 85enne che ha sempre creduto nei valori solidali veicolati dalla confraternita e che ha messo cuore, anima e impegno per farla crescere, costruendo nuove strutture e trovando risorse e forze per incrementare il numero dei mezzi e dei soci, oltre 100, a disposizione.

Alla festa non mancava nessuno. C’erano i tanti governatori delle Misericordie vicine, i rappresentanti delle istituzioni, gli amici e la famiglia. Per ricordare una storia che racconta la tenacia e la costanza di Remo, sempre in prima linea, dalla parte degli ultimi. «Mio padre – racconta la figlia Samuela Paperini – ha vissuto tutta la vita all’insegna dell’onestà e dell’altruismo. Quando fu eletto per la prima volta, ben 25 anni fa, la Misericordia versava in acque piuttosto difficili e i principi a cui si ispirava ancora non erano radicati nella nostra comunità».

Nessun veicolo e pochissimi volontari, per dirla snocciolando dati oggettivi. «Appena incaricato – continua Samuela – ha iniziato a contattare a una a una le persone non solo del paese ma anche delle località limitrofe per convincerle a investire il loro tempo a servizio della collettività. Ha istituito feste e giochi a premio per raccogliere fondi, convinto i fornitori a donare le materie prime oppure a cederle sotto costo, chiamato i volontari a cucinare e, cena dopo cena, ha costruito relazioni, legami e incassato quelle risorse che poi avrebbe trasformato in attività e strumenti per rispondere alle necessità socio-sanitarie della gente».

Così, con i proventi ottenuti, le auto e le ambulanze sono aumentate e la comunità ha ottenuto un servizio di sostegno non solo in caso di urgenza ma anche nella quotidianità per portare gli anziani non autonomi, soli o impossibilitati alle visite mediche. Ma c’è di più. Perché sotto la guida di Paperini alcune proposte di beneficenza hanno riscosso talmente tanto successo da diventare tradizioni da non perdere.

«Dalle befane dei volontari che la sera del 5 gennaio vanno di casa in casa dai bambini forcolesi alle tre serate di “mezz’agosto” con cibo, musica e balli fino alla vendita porta a porta del calendario in cui, a seconda del tema scelto, sono fotografati i volontari. Con il ricavato – ripercorre il filo della memoria la figlia – unito alle donazioni di molti privati, si è scommesso sulla costruzione di una nuova sede, con i lavori partiti nel 2010 e finiti nel 2013 dove si trovano gli ambulatori medici. E infine è stata realizzato anche un ulteriore fabbricato per parcheggiare i mezzi». Senza dimenticare il progetto durato 18 anni “Amici senza frontiere” che prevedeva l’accoglienza nei mesi estivi di bimbi provenienti dalla Bielorussia e le moltissime adesioni di nuovi volontari e soci. Un’avventura dove Paperini ha dimostrato di essere, proprio come riporta l’attestato «testimone infaticabile di altruismo, generosità, vero esempio dello spirito della Misericordia». «Era il 1999 quando Remo è diventato governatore – aggiungono gli amici volontari – perché, andato in pensione, voleva dedicare un po’di tempo agli altri. Questo tempo si è invece consolidato in una vera e propria missione e ormai Remo è un’istituzione». E lui ha ringraziato tutti con grande emozione.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il delitto

Camaiore, duplice omicidio: «Kety e Mirko due anime d’oro» - I racconti di chi conosceva le vittime

di Gabriele Buffoni