Il presidio
Palaia, la Badia di Carigi prende forma: nel complesso ristorante e camere. Quando apre e come sarà
Operazione complessa per recuperare l’immobile di proprietà della Fondazione Casa Ilaria: i lavori, finanziati dalla Cei, sono quasi finiti
PALAIA. Le sue origini risalgono al 1024. È un atto notarile dell’epoca a raccontare che Feroldo e Ubaldo donarono la tenuta incastonata nel Comune di Palaia ai monaci. La stessa che poi nel Settecento fu dimora di nobili e aristocratici. Oggi l’edificio leopoldino, gioiello storico diventato di proprietà della Fondazione Casa Ilaria sta subendo l’ennesima metamorfosi. I lavori di recupero architettonico e di efficientamento energetico, finanziati principalmente dalla Cei, sono quasi finiti. Ed è partito il conto alla rovescia per l’inaugurazione, prevista nella prima metà del 2025, di quello che sarà un ristorante e una struttura ricettiva accogliente gestita da persone con vari tipi di difficoltà e di disabilità.
Così mentre il traguardo si avvicina, le tante vite del luogo immerso nel verde di Montefoscoli, la cosiddetta Badia di Carigi che prende il nome dall’antico convento benedettino, saranno festeggiate con un appuntamento speciale il 29 settembre. «Mille anni di storia – dice Simone Brogi, presidente della cooperativa Casa Ilaria a cui fanno capo i progetti della Fondazione – meritano di essere omaggiati. Ancora di più se su questo poggio che domina un terreno agricolo di dodici ettari, si sono avvicendati nei secoli monaci, signori, contadini ed attualmente sono punto di riferimento di progetti e di iniziative di solidarietà, finalizzate all’inserimento sociale e lavorativo di persone con disabilità, problematiche psichiatriche, tossicodipendenza e marginalità sociale».
Il disegno di ristrutturazione del complesso inizia nel 2017 e scommette sulla realizzazione di un locale ristorante a piano terra che utilizzerà i prodotti biologici dell’orto esistente già da quattro anni nell’area e, al secondo piano, di otto camere pensate per accogliere ospiti disabili con le rispettive famiglie, ma aperte a tutti per momenti ricreativi o di vacanza. Casa Ilaria sarà dotata anche di un servizio di ippoterapia, di un teatro e di una piscina.
«Le persone che collaborano con noi, all’incirca una trentina – spiega Brogi – sono in parte dipendenti della cooperativa e in parte inviati dai servizi sociali. La nostra non è una struttura specialistica, ma pensata per unire persone con varie difficoltà, valorizzandone le risorse. Qualcuno lavora all’agricoltura sociale ma dieci ragazzi con disturbi dello spettro autistico stanno anche seguendo da tre anni un percorso di formazione nel mio ristorante Il Cavatappi, e sull’Ape Blu per lo street food, in vista dell’attività di ristorazione che svolgeranno a Casa Ilaria».
E, in base al cronoprogramma manca davvero poco. «Restano da completare – elenca il presidente della cooperativa – le rifiniture nel ristorante e da sostituire i sanitari nei bagni mentre stanno arrivando gli arredi per le camere. L’operazione è stata complessa perché si è trattato di recuperare un immobile distrutto, risalente a 300 anni fa. Ma i lavori seguiti dall’architetto Paolo Boschi che ha ricostruito l’edificio seguendo la sua configurazione originaria sono quasi finiti». Funzionale e in uso invece l’annesso agricolo vicino, «dove – continua – si svolgono i laboratori per i ragazzi con disabilità che creano sale aromatizzato e vari tipi di bomboniere».
Un sogno insomma che sta per diventare realtà e che, riavvolgendo il filo della memoria, affonda le sue radici nel 2007, anno in cui la pontederese suor Ilaria Meoli, medico infettivologo, muore nella Repubblica Centrafricana. Sulle tracce della sua testimonianza al fianco dei più deboli, un gruppo di amici insieme ai volontari dell’associazione Noi per l’Africa e il Mondo realizza la Fondazione e compie i primi passi per la costruzione del centro multifunzionale a Montefoscoli che unisce turismo, ristorazione solidale, agricoltura biologica e sociale, sostegno psicologico e lavorativo.
Ma in attesa del taglio del nastro di Casa Ilaria, l’appuntamento è intanto per il millenario della Badia.
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