Il Tirreno

Pontedera

Emergenze d'estate

Pontedera, abbandoni degli animali in crescita: cani e gatti gettati per strada

di Paola Silvi
Il canile La Valle incantata a Lajatico  Molly e i suoi cuccioli, la canina trovata legata e disidratata
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Il canile La Valle incantata a Lajatico Molly e i suoi cuccioli, la canina trovata legata e disidratata

Prima delle vacanze ci sono fino a cinque interventi al giorno: «Vanno presi con consapevolezza e saputi gestire, specialmente quelli di grossa taglia»

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PONTEDERA. «E l’uomo incontrò il cane», scriveva Konrad Lorenz sottolineando che poche cose danno consolante sicurezza come la fedeltà di Fido. Ma, in base al trend degli abbandoni, presente tutto l’anno, e in crescita del 40% durante i mesi più caldi, quelli in cui si organizzano le vacanze estive, l’uomo poi lo lasciò. Legato sul ciglio della strada con davanti una scatola piena di cuccioli, come è successo a Molly, trovata disidratata poche settimane fa nella campagna di Fucecchio. Abbandonato nei campi, senza microchip e mai più reclamato come è accaduto a Ercole, un border collie di neppure un anno.

All’associazione Amici a quattro zampe che gestisce il parco canile di Lajatico “La Valle incantata” e “La valle degli angeli” dove invece vengono accolti i gatti, arrivano almeno cinque telefonate al giorno che segnalano situazioni di randagismo, cattive gestioni di animali, maltrattamenti e cessioni di proprietà.

Tyson, Dino, Stella, Mosè. Nomi e storie differenti che hanno in comune gli stessi problemi ma anche le identiche fortune. Perché quando arrivano a Lajatico tornano ad essere code scodinzolanti, con nuove occasioni e magari una famiglia per sempre.

«Recuperiamo tantissime cucciolate, sette, otto gattini alla volta – dice la direttrice Rossella Prosperi – senza contare i quattro zampe anziani che vengono ripresi mentre vagano per i campi e nelle vie, con il rischio di morire in incidenti, di stenti o a causa di violenze subite».

In un anno, in media, ne avranno accolti 500 ma è in questo momento che in molti proprietari scatta qualcosa e iniziano a percepire come un «ostacolo» la presenza del cane o del gatto nelle settimane dedicate al relax. Nei 18 Comuni in cui opera l’associazione, dalla Valdera al Valdarno, questo si traduce in un via vai di abbandoni che, se durante l’inverno si assestano in una decina a settimana, in questo periodo aumentano a dismisura. Cani e gatti soprattutto, ma nella lista possono esserci anche conigli, furetti e criceti, diventati all’improvviso ingombranti. Ma oltre agli abbandoni, esiste un altro fenomeno molto simile: la rinuncia di proprietà dell’animale da compagnia. «Noi lottiamo per trovare una sistemazione alternativa per l’animale di cui non si vuole o non si può più prendersi cura — spiega — ma in molti casi la rinuncia è un problema aggravato dal fatto che per diversi animali, non più cuccioli, è molto difficile trovare una famiglia adottiva». La volontà di separarsi dal proprio animale, poi, ha molteplici cause, non solo di ordine economico. «Spesso c’è stato un grande errore di valutazione nell’acquisto o nell’adozione — continua Prosperi, che invita a essere consapevoli della razza scelta e magari a farsi aiutare nell’educazione da professionisti – perché la gestione di alcuni cani può essere più complessa e si possono manifestare comportamenti indesiderati». Il riferimento è ai pitbull e ai rottweiler, di cui è affollato il parco canile. Questi cani sono molto affettuosi ma nascono con un forte senso della difesa e della guardia, Se saputi educare sono amici perfetti ma capitano invece spesso situazioni in cui la persona che li prende li tiene legati tutto il giorno, oppure li abitua a combattere e, per farsi rispettare li picchia aumentandone solo l’aggressività. Così ci chiamano direttamente dalla polizia municipale perché hanno compiuto azioni pericolose». C’è chi ha morso l’idraulico, chi il compagno della proprietaria, chi, lasciato libero di scorrazzare senza controllo, altri cani che ha incrociato in giro. «Chi prende un animale poi – aggiunge la direttrice – deve sapere che, se si ammala o invecchia, può andare incontro a spese economiche di accudimento e che, in generale la presenza di un cane va bilanciata con l’organizzazione familiare e con gli equilibri tra vita e lavoro». Un impegno a lungo termine che quando viene meno innesca una catena di sofferenze a cui l’associazione risponde cercando il lieto fine anche nelle storie più tristi. Salvando il maremmano Lupin dalla Fi-Li-Pi e offrendogli una seconda chance, un meticcio di 13 anni da un canile privato e curando le sue ulcere agli occhi, le piaghe e la denutrizione ma anche portando i pet a nuotare in piscina. «È un nuovo servizio in collaborazione con Il boschetto park di Val di Cava e Dog dreams di Ponsacco che serve soprattutto a quei cani che hanno bisogno di muoversi e incuriosirsi, Del resto – conclude Prosperi che il 16 agosto andrà a ritirare il premio internazionale Fedeltà del cane a San Rocco di Camogli – il nostro obiettivo è quello di lavorare in contesti educativi e scolastici, di socializzazione e terapeutici rivolti alla terza età e in quelli sanitari, con la donazione di cani per l’allerta diabete e la pet therapy in corsia, per cambiare culturalmente l’approccio agli animali, combattere il randagismo e la permanenza in struttura. La nostra missione è trovare nuove famiglie». Chi fosse interessato ad adottare o ad aiutare può chiamare il 388.9929018.


 

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