Il Tirreno

Pontedera

La tragedia

Morti nel deltaplano, moglie e figlio del 40enne spettatori della scena. Cosa è successo? Le ipotesi

di Andreas Quirici

	Il deltaplano distrutto (foto Franco Silvi)
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Il deltaplano distrutto (foto Franco Silvi)

A bordo del velivolo Paolo Fagiolini, 59 anni, e il 40enne Riccardo Montanari (titolare di un bar): al decollo era andato tutto liscio

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SAN MINIATO. Un volo in deltaplano con un pilota esperto e un suo amico è finito in tragedia all’aviosuperficie Tuscany Flight di La Catena, nel comune di San Miniato. L’ultraleggero avrebbe dovuto compiere le ultime manovre prima di effettuare l’atterraggio ma ha cominciato ad avvitarsi a una quota di circa 100 metri da terra finendo sull’erba della pista e causando la morte di Paolo Fagiolini, 59 anni, dipendente della tappezzeria a Ponsacco di proprietà della famiglia della moglie, Manola Cionini, e di Riccardo Montanari, 40 anni, titolare di un bar a Bientina e residente a Chianni insieme alla consorte Clara Magni e il loro bambino. Il primo era alla guida, il secondo aveva approfittato della giornata di apertura al pubblico denominata “Un volo per tutti” che i responsabili della struttura organizzano due volte l’anno per far conoscere questa passione.

I due erano amici ed erano gli ultimi della mattinata. Al decollo tutto è andato liscio, mentre la moglie e il figlio di Montanari guardavano da terra quella che doveva essere una meravigliosa esperienza per il 40enne. Poi il problema, mentre il deltaplano effettuava gli ultimi giri in aria prima di atterrare. Spettatori con gli sguardi in cielo. Infine lo schianto in diretta. E subito dopo la corsa disperata dei responsabili dell’avio superficie verso il deltaplano accartocciato al suolo. Le telefonate ai soccorsi. La richiesta per l’intervento dell’elisoccorso poi annullata, perché per Fagiolini e Montanari non c’è più niente da fare.

I vigili del fuoco del distaccamento di Castelfranco, una volta arrivati a La Catena, lavorano per liberare i corpi dalle parti in ferro dell’ultraleggero e da quelle meccaniche del motore andato in mille pezzi. I carabinieri della compagnia di San Miniato si mettono subito all’opera per gestire una situazione drammatica. La moglie del barista è presente, mentre quella del pilota è a casa. C’è da svolgere le formalità del caso. Ma c’è anche da avviare gli accertamenti per capire cosa sia accaduto nel cielo di La Catena.

Fagiolini era esperto e faceva parte del gruppo di soci molto attivi nell’associazione che gestisce l’aviosuperficie al centro sportivo di Casa Bonello, dove ha sede anche il gruppo dei Volontari per l’antincendio boschivo (Vab) di San Miniato. Al momento è praticamente impossibile parlare delle cause. Il deltaplano è atterrato integro, secondo quanto raccontato da alcune persone che hanno assistito alla scena. Quindi non c’è stata rottura della vela. Ma può essersi verificato un guasto meccanico. Oppure potrebbe essere accaduto un malore che ha colto di sorpresa il 59enne mentre era in volo.

Tra le ipotesi anche una manovra azzardata anche se appare la più remota, considerati i 24 anni di esperienza maturati da quando Fagiolini aveva conseguito il brevetto. Escluse dai responsabili del Tuscany Flight anche condizioni meteo avverse o folate di vento eccessive.

L’analisi del deltaplano e le indagini dei militari dell’Arma porteranno chiarimenti a quanto accaduto ieri mattina. Così come le autopsie sulle salme disposte dalla Procura che saranno effettuate dai tecnici dell’Istituto di medicina legale.

Tasselli di una vicenda andato in scena davanti a oltre quaranta persone, compresa la moglie di Montanari e suo figlio in una maledetta domenica che doveva essere una giornata di festa. E che, invece, si è trasformata in una tragedia. 

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