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Pontedera, si rifiuta di visitare a domicilio: guardia medica a processo

Pontedera, si rifiuta di visitare a domicilio: guardia medica a processo

È accusato di omissione d’atti d’ufficio, denunciato dalla figlia di un anziano

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PONTEDERA. Si rifiutò di andare a visitare a domicilio un anziano che aveva gravi problemi di salute. Per questo un dottore, incaricato del servizio di guardia medica in Valdera, è finito a processo dopo la denuncia della figlia del pensionato, morto alcuni giorni dopo questo episodio, anche se non risulta alcun collegamento tra la morte dell’uomo e il comportamento di cui deve rispondere il dottore, difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria. Al medico, 60 anni, di Pontedera, viene infatti contestato di essersi rifiutato di visitare uno degli utenti del servizio.

I fatti risalgono al mese di giugno 2022. E il reato contestato è quello di rifiuto di atti d’ufficio, così come è successo a un altro collega di Pontedera, anche lui finito a giudizio per un fatto analogo, avvenuto sempre nello stesso periodo.

Ieri mattina, davanti al collegio penale, si è aperto il dibattimento. Sono quindi stati sentiti i testimoni dell’accusa per ricostruire il fatto e capire come mai il medico non avesse ritenuto opportuno andare a visitare il paziente. A rivolgersi alla guardia medica, stando a quanto è emerso, era stata la figlia dell’anziano: «Dottore, respira male, venga a visitarlo». Questa in sintesi la sua richiesta.

Il medico si era fatto spiegare la situazione. Ma aveva ritenuto opportuno non andare a casa dell’ottantenne e gli aveva prescritto una cura con ossigeno a domicilio.

Inizialmente l’anziano era stato meglio, tanto che nei giorni successivi i familiari erano tornati a farsi prescrivere di nuovo l’ossigeno, visto che in quel periodo il loro medico di famiglia non era in servizio ed era in vacanza.

Tra i testimoni sentiti all’udienza di ieri anche il medico di base che ha raccontato cosa era successo quell’estate. «Mi hanno chiamato, ma visto che ero in vacanza, ho consigliato alla famiglia di rivolgersi alla guardia medica».

All’inizio dunque il fatto che il professionista non fosse andato a visitare il paziente non sembrava dovesse poi portare a un contenzioso. Invece nelle settimane successive la famiglia ha deciso di procedere per le vie legali. Tanto che ora il medico, che per la sua presunta condotta rischia da sei mesi a due anni di pena. Opposta la versione dell’imputato. Fin dall’inizio il dottore si è difeso spiegando che non c’era alcuna necessità di andare al domicilio del paziente, visto che il quadro clinico del pensionato era chiaro e in ogni caso, a suo avviso, la terapia prescritta era appropriata.

L’udienza è stata aggiornata all’inizio di ottobre per concludere l’istruttoria dibattimentale.

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