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Il caso

«Minacciato di morte»: a Terricciola è caos elezioni, la denuncia di Arcenni e l’assessora si dimette

di Francesco Turchi

	Matteo Arcenni 
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Matteo Arcenni 

La polemica in paese è scoppiata dopo un esposto alla procura per una presunta violazione dello statuto da parte del sindaco: ecco cosa sta succedendo nel Comune dell’alta Valdera

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TERRICCIOLA. «Sono stato minacciato di morte sui social». La denuncia arriva da Matteo Arcenni, consigliere comunale di opposizione a Terricciola, che dopo aver fornito gli screenshot ai carabinieri, nelle prossime ore formalizzerà la denuncia per le frasi che gli sono state scritte nei commenti al suo video in merito alla vicenda che sta infiammando la campagna elettorale in vista delle amministrative.

Il caso che scatena la polemica

Al centro del dibattito c’è il legame tra il sindaco Mirko Bini e l’assessora Giulia Bandecchi. I due sono genitori di una bambina di 18 mesi e questo ha portato Arcenni, esponente di Fratelli d’Italia e capogruppo di Terricciola Sicura, a intraprendere una procedura per far luce sull’eventuale violazione del Testo unico degli enti locali, in cui si precisa che un sindaco non può nominare il coniuge, gli ascendenti, parenti e affini entro il terzo grado, e lo stesso statuto comunale che prevede «l’incompatibilità per i membri della giunta comunale in caso di rapporti di parentela e di affinità con il sindaco». “Terricciola Sicura” aveva presentato un esposto alla prefettura e sollecitato un’interrogazione parlamentare, poi ritirata. Iniziative che hanno spinto la stessa Bandecchi (nominata da Bini nel 2019) a scrivere alla premier Giorgia Meloni «per chiedere di fare chiarezza e tutelare di più le donne che rappresentano le istituzioni e hanno un ruolo politico, per far sì che non siano motivo di attacchi strumentali senza fondamento».

Le dimissioni

Nel frattempo la stessa Bandecchi ha presentato le dimissioni, che saranno discusse lunedì in consiglio comunale. Quando è esplosa la vicenda, Bini ha pubblicato un video sui social per denunciare «un attacco vile alla mia famiglia da parte di Fratelli d’Italia». Poche ore dopo era arrivato il contro-video con il quale Arcenni rivendicava il diritto di pretendere il rispetto della legalità, senza nessun intento di attaccare la famiglia: «E sotto a quel video – spiega il consigliere di opposizione al Tirreno – sono comparsi commenti gravissimi, come “Ti giuro che te ti penti di essere al mondo”, oltre a offese di ogni tipo. Parole inaccettabili, che mettono a rischio la sicurezza anche degli altri consiglieri di Terricciola Sicura e della mia famiglia. Per questo ho deciso di sporgere denuncia». Quindi Arcenni torna sul caso: «Se l’assessora Bandecchi si è dimessa, significa che le nostre perplessità avevano un fondamento. Bini avrebbe potuto nominare un’altra assessora, visto che ci sono altre consigliere nella maggioranza, oppure avrebbe potuto tenere per sé la delega all’urbanistica, che aveva quando lui era assessore. Con il suo video ha voluto spostare l’attenzione da un problema reale di legalità, alla famiglia, falsificando la realtà e portando alcuni esagitati a scrivere frasi del genere. Lo ringrazio».

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