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Pontedera, i coniglietti vanno a scuola al Fermi. La prof: «Esperimento innovativo e rilassano gli studenti»
I tre animali “adottati” dall’Agrario per fini didattici: come funziona il progetto
PONTEDERA. Coniglietti nani in cattedra per studiare il benessere animale e per aiutare gli studenti a rilassarsi, a superare l’ansia e a relazionarsi con gli altri. Saranno questi tre batuffoli di pelo i nuovi compagni di classe degli studenti dell’indirizzo agraria dell’Itcg Fermi, protagonisti del nuovo progetto dell’istituto superiore pontederese.
«Si tratta di un esperimento innovativo, in linea con le altre attività pratiche e concrete che affiancano quelle teoriche che proponiamo per la disciplina di studio denominata “produzione animale”», spiega la professoressa Pierisa Giacopazzi che insieme alla collega veterinaria Veronica Burgalassi hanno avuto l’idea.
Dopo le galline, il galletto e le uova nelle incubatrici sono i conigli l’ultima scommessa della scuola. «Abbiamo contattato una famiglia di San Miniato – continua la docente – che è stata molto disponibile. Abbiamo comprato due esemplari e ce ne hanno regalato un terzo. Due maschi e una femminuccia che seguiremo dal punto di vista scientifico e accudiremo». Le classi dell’agrario si dividono i compiti, studiano dal vivo e si innamorano dei pelosetti. «Siamo state meravigliosamente colpite – aggiunge Giacopazzi – dall’impatto che questi animali hanno avuto sugli studenti. Da una parte gli alunni ne seguiranno la crescita e lo sviluppo, nell’ottica dell’offerta formativa ma dall’altra i conigli che sono bestiole dolcissime aiutano a rasserenare gli animi, oltre a offrire momenti di svago e di sfogo emotivo. Sono utili, per la loro funzione calmante e l’approccio nei loro confronti è spontaneo, senza alcun timore. Prendersi cura di un animale insegna l’importanza dell’empatia, della pazienza, dell’ascolto e inibisce comportamenti aggressivi e le tensioni. Ecco che hanno conseguenze più che positive per i ragazzi e i prof in generale e nello specifico per gli adolescenti che necessitano del sostegno e magari vivono situazioni di fragilità».
Così al Fermi sono tutti pazzi per questi coniglietti. «Tanto che gli studenti hanno già pensato – conferma Giacopazzi – di costruire sotto la quercia in giardino un parco gioco a loro dedicato. I coniglietti hanno bisogno di divertirsi, di muoversi. Insomma, condividono con i ragazzi la voglia di svago nel rispetto delle regole». E i nuovi arrivati hanno già fatto il pieno di coccole, passando di carezza in carezza. «Fanno illuminare anche gli occhi più spenti. E vedere i ragazzi tanto entusiasti è davvero un bel risultato, di quelli che scaldano il cuore», ribadisce la prof. Una sorta di pet therapy che agisce su meccanismi emotivo-affettivi, abbassa il livello di stress tra i banchi di scuola e quindi ha effetti benefici.
Ai coniglietti però manca ancora il nome. «Che decideranno i ragazzi – conclude – con un sondaggio effettuato attraverso i nostri social. Sulla pagina Instagram dell’Agrario abbiamo lanciato la proposta e siamo stati letteralmente invasi dalle opzioni. In testa, per il momento, ci sono Ernesto per il maschietto e Bianca per la femminuccia. L’altro si chiamava già Blum. Lunedì chiuderemo le votazioni e sapremo quali saranno i più gettonati». Intanto il trio si è ambientato e i ragazzi si incuriosiscono, entrano in punta di piedi in quel mondo che potrebbe diventare la loro professione, toccano con mano la vita che cresce e si trasforma e già pensano ad adottare i futuri coniglietti che nasceranno.
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