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Pontedera, la denuncia del sindacato: «Il personale dell’ospedale è allo stremo»

L’ingresso dell’ospedale Lotti
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L’ingresso dell’ospedale Lotti

Il segretario Carbocci: «Assistenza migliore se ci fossero più operatori»

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PONTEDERA. «Quando si lasciano parlare i numeri dimenticandosi delle persone». Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, dopo avere letto il resoconto dell’attività dell’ospedale Lotti, ritiene che sia giusto precisare «cosa quei numeri rappresentino rispetto alla qualità dell’assistenza che si è stati in grado di fornire ai cittadini». Oltre ai numeri ci sono le persone, chi lavora e chi si occupa dell’assistenza. «Perché il paradosso dei numeri è che aumentano quelli delle prestazioni ma rimangono invariati, se non in alcuni casi in riduzione, quelli del personale di assistenza, infermieri e Oss, che quei numeri sono costretti a “produrre”».

La critica è diretta in primo luogo al pronto soccorso. «Davvero ci si può vantare del numero di accessi al pronto soccorso senza accennare a come ha vissuto e vive il personale del Pronto Soccorso e che esperienza hanno vissuto e vivono i pazienti che sono stati ore e ore in barella in attesa di un ricovero? ». E ancora: «Ci si è posti il problema che il carico di lavoro infermieristico e assistenziale è aumentato in maniera impressionante, ma niente è stato fatto come ad esempio attivare il progetto iperafflusso (procedura esistente in molte altri ospedali dell’azienda, ma non voluto attivare per l’ospedale Lotti) dove si potrebbe aumentare il numero degli infermieri in caso di necessità». C’è poi la questione della Picu, per la presa in carico rapida dei pazienti «attivata in fretta e furia nella medicina 2 senza aumentare il personale e dove vengono ricoverati pazienti non stabili e particolarmente impegnativi? Ben 10 posti letto dove si ricoverano pazienti tracheostomizzati in ventilazione meccanica, con gravi difficoltà respiratorie e dove c’è un solo infermiere di notte». Una medicina con 43 posti letti dove il rischio di contrarre «infezioni ospedaliere è altissimo conseguente ad una organizzazione basata esclusivamente sul numero dei letti e non sulla gravità della patologia, che se invece fosse considerata dalla direzione comporterebbe un aumento significativo di personale infermieristico e oss. Scopriamo adesso che saranno aumentati altri 4 posti letto in Medicina ma che il personale rimarrà sempre lo stesso».

Una struttura in cui, «solo nei primi mesi dell’anno ci sono state più di 5 cadute dai letti (report facilmente reperibile perché le denunce sul sistema regionale di controllo sono obbligatorie) perché il personale non riesce a mantenere gli standard necessari al controllo». A febbraio nelle Medicine «è stata fatta una assemblea sindacale molto partecipata dai colleghi per denunciare questa situazione ormai insostenibile. Sono state avanzate all’azienda le richieste di aumento di personale, a cui l’azienda non ha dato nessuna risposta organizzativa». E non è la prima volta che succede, secondo il Nursind.

E nelle chirurgie, dove spesso si lavora a personale ridotto «i colleghi si ritrovano a assistere pazienti chirurgici che hanno bisogno di particolari attenzioni, ma il personale infermieristico è ridotto all’osso». E i Prems (l’osservatorio sui pazienti ricoverati) ? «Certo, i cittadini percepiscono buona l’assistenza ricevuta. Ma nessuno si chiede che cosa voglia dire per gli infermieri e gli Oss essere riusciti a garantire quelle risposte positive».

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