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A Corazzano il calcio-baby è gratis e chi va male a scuola non gioca

di Marco Sabia
Il gruppo dei baby calciatori del Corazzano nello spogliatoio
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Il gruppo dei baby calciatori del Corazzano nello spogliatoio

La piccola società nel comune di San Miniato non fa pagare la retta e neanche il biglietto d’ingresso alle partite: ecco come sta in piedi questo piccolo miracolo

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SAN MINIATO. Che il calcio sia del popolo – in un mondo dove gli sceicchi la fanno da padroni collezionando campioni su campioni con ingaggi faraonici – è difficile da sostenere nel 2024. Ma che il calcio, invece, abbia profonde radici popolari è una verità spesso sottaciuta. Ed è anche quella caratteristica che l’ha reso trasversale: bastano due zaini e un pallone fatto con quel che c’è per sentirsi come al Bernabeu o in finale dei mondiali; l’emozione, insomma, è sempre quella ed è l’unico aspetto del calcio che non si può comprare né replicare coi soldi.

A Corazzano – piccola frazione di San Miniato conosciuto per i suoi boschi tartufigeni – devono pensarla proprio così, visto che la società locale ha deciso di promuovere una squadra della categoria Esordienti provinciali, allenata da mister Marco Freschi, completamente gratuita per bambini e bambine; che adesso sono 25 e hanno 12-13 anni e che ogni weekend si divertono, senza nemmeno richiedere ai propri genitori il pagamento del biglietto perché pure l’ingresso è gratuito. Per farla breve: i bambini che vogliono divertirsi col calcio non devono pagare. Sembra strano, è una vicenda che ha tutti i connotati della classica mosca bianca ma è così.

E a spiegarlo è il presidente Massimo Bartolomeo: «Il Corazzano Asd 1936 ha scelto di avviare una scuola calcio gratuita, sia per invogliare i bambini delle nostre zone a frequentare il nostro campo ma soprattutto perché pensiamo che il calcio per i bambini debba essere gratis; in aggiunta abbiamo deciso di non far pagare nemmeno il biglietto di ingresso ai genitori. Il nostro obiettivo non è vincere né crescere fenomeni, vogliamo soltanto che i bambini stiano insieme e socializzino, comportandosi nella maniera giusta».

Questo perché c’è anche un codice di comportamento da seguire se la domenica si vuol partecipare alla partita: «Chi ha più di tre insufficienze non gioca, chi si picchia a scuola, bestemmia o risponde male all’insegnante idem. È un codice che abbiamo voluto noi e che rispettiamo alla lettera, anche se questo vuol dire magari arrivare al campo con qualche bambino in meno. Non ci interessa perdere - sottolinea il presidente Bartolomeo - vogliamo solo che i bambini e le bambine crescano coi giusti valori divertendosi: questa è la nostra vittoria».

I baby calciatori sono di Corazzano ma anche delle vicine Ponte a Egola e Montaione.

Per far sì che questo piccolo miracolo stia in piedi, l’Asd ogni anno organizza feste e sagre per autofinanziarsi: ci sono quelle del tartufo marzuolo a marzo e quella del nero estivo, oltre alla storica Fiera Mercato del tartufo bianco in autunno, grazie alla collaborazione del circolo Arci.

Una vicenda che potrebbe esser benissimo inserita in una nuova edizione di “Un altro calcio è possibile”, che l’ex telecronista di Tutto il calcio minuto per minuto Riccardo Cucchi ha voluto scrivere proprio per dimostrare che un diverso modello di calcio – sotto tanti punti di vista – è possibile e sostenibile.

Un calcio che riscopre le sue radici popolari, meno impostato e più genuino, più propenso a regalare emozioni rispetto ai risultati. D’altronde – come diceva Pasolini - «i pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara, anche sei o sette ore di fila, sono stati indubbiamente i più belli della mia vita». Insomma, i bambini a Corazzano giocano gratis. Mentre quelle stesse emozioni citate da Pasolini, invece, non hanno proprio prezzo.

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