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In Valdera è in vendita Villa Giannini: ecco il prezzo del gioiello di Forcoli e la sua storia tra rom e polemiche
Nei primi anni Duemila si accese il malcontento della gente in seguito alla proposta di ospitare nello storico edificio i nomadi del campo di Coltano
PALAIA. È chiusa da vent’anni. Mai utilizzata. Ora il Comune di Pisa prova a venderla. Era il 2004 quando il progetto della conferenza dei sindaci dell’area pisana – con il supporto dell’Asl – scatenò una sollevazione popolare. Villa Giannini, nel cuore di Forcoli, avrebbe dovuto ospitare una ventina di nomadi in uscita dal campo rom di Coltano. Con questo obiettivo l’edificio divenne pubblico, con un esborso di 360mila euro a una società sanminiatese che a sua volta l’aveva acquistata all’asta.
Le proteste
Ma i forcolesi non presero bene «una decisione calata dall’altro senza il minimo coinvolgimento della comunità», a cominciare dall’allora sindaco Alberto Falchi, che si schierò al fianco dei suoi cittadini. Che, dal canto loro, costituirono un comitato, raccolsero firme e manifestarono in maniera netta la loro contrarietà all’operazione: «È una vergogna il modo in cui è stata gestita la vicenda – dichiaravano i residenti al Tirreno in quei giorni di ribellione – . Non è possibile che un sindaco decida a casa di altri». Anche il parroco don Angelo Falchi si mostrò perplesso: «Non siamo abituati a questo genere di convivenza, quindi non siamo neppure preparati. Però la nostra gente non è razzista».
Il dietrofront
Nel giro di qualche giorno, di fronte alla reazione dei forcolesi, arrivò il dietrofront, alla vigilia di San Silvestro: «Sono stato rassicurato dall’assessore regionale Enrico Rossi – spiegò il sindaco Falchi – che la villa sarà destinata ad un altro scopo». Il primo cittadino colse l’occasione per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa: «Siamo stati considerati men che poco. Pisa e la conferenza dei sindaci dell’area pisana, hanno acquistato la villa trascurando un passaggio fondamentale: quello di tenere aggiornato il Comune di Palaia». Tutto questo dopo che l’allora assessore comunale pisano Carlo Macaluso aveva detto che l’ente palaiese «era stato informato». I riflettori sulla vicenda si spensero definitivamente nel giro di poche ore, quando anche il consiglio comunale di Palaia approvò all’unanimità un documento che bocciava l’operazione.
L’abbandono
Da allora Villa Giannini non è mai stata utilizzata. Quegli “altri scopi” di cui avevano parlato al sindaco Falchi, non sono mai stati individuati. E il bene è rimasto in mano al Comune di Pisa, che ora, vent’anni dopo, l’ha inserito nella sua “vetrina immobiliare”, fissando a 264mila euro il prezzo base d’asta per un «fabbricato, ad uso residenziale, è di tipo villetta unifamiliare. Un lato affaccia su via Dante Alighieri e gli altri, invece, affacciano sulla viabilità di accesso ai lotti confinanti. L’impianto del fabbricato – si legge nella descrizione – risulta antecedente al 1954. È circondato da un ampio giardino di pertinenza esclusiva. Una recinzione in muratura separa la proprietà da via Dante. L’accesso al fabbricato avviene da un cancello pedonale posto sulla strada principale e da due accessi carrabili posti ai lati del giardino».
Le condizioni
Nella relazione si spiega anche che «le finiture interne dello stabile sono in buone condizioni, ad eccezione di alcuni ambienti che versano in pessime condizioni. Infissi e persiane sono in legno, in pessimo stato manutentivo. L’edificio non è stato oggetto di recenti interventi di manutenzione ordinaria e, pertanto, diversi elementi architettonici e impiantistici non versano in un buon stato di conservazione». I 406 metri quadrati dell’immobile avrebbero un valore di mercato di 487mila euro ma per il suo utilizzo servono interventi stimati in 223mila euro: «Tale costo dovrà quindi essere detratto dal valore di base per determinare la stima finale dall’immobile alle sue attuali condizioni di manutenzione e conservazione». Da qui il prezzo fissato in 264mila euro.
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