Il presidio
Morto nell’incidente in Fi-Pi-Li, assoluzione per i sei imputati: l’incidente a Pontedera dove manca il new jersey
Confermata la richiesta del pubblico ministero che aveva ritenuto ininfluente la presenza di barriere in cemento
PONTEDERA. Un salto di corsia in Fi-Pi-Li alla fine di luglio 2020 segnò la morte di Aldo Caffagni, pensionato di 72 anni che stava tornando alla sua casa di Pontedera. L’auto su cui viaggiava, proprio all’altezza dello svincolo per la città della Vespa finì contro un camion dalla parte opposta. Un impatto avvenuto proprio dove la superstrada è sprovvista del new jersey in cemento per dividere i due sensi di marcia. Argomento su cui si è discusso a lungo, durante il processo. Ma l’assenza della barriera è stata ritenuta ininfluente dalla giudice Nunzia Castellano che ha assolto gli imputati, così come aveva chiesto il pubblico ministero Aldo Mantovani nell’udienza precedente a quella di ieri mattina che ha sancito la fine del primo grado di giustizia.
Il fatto non sussiste, quindi per sei imputati. Si tratta di Carlo Ferrante, 59 anni, Firenze, responsabile della direzione viabilità della Città Metropolitana (difeso dall’avvocato Francesco Marenghi, assistito da Tiziana Checcoli); Michele Rosi, 49 anni, Tavarnelle Val di Pesa, responsabile di posizione organizzativa di Global Service-rete viaria metropolitana (avvocato Antonio Bertei); Claudio Nardecchia, 49 anni, di Roma, presidente e amministratore delegato Rti avente come capogruppo la Avr Spa, affidataria del Global Service gestione e manutenzione Fi-Pi-Li (avvocata Lodovica Giorgi); Maria Cecilia Tosi, 64 anni, Calenzano, responsabile Città Metropolitana per la manutenzione Sgc (avvocato Gaetano Viciconte); Lorenzo Porciani, 51 anni, di Firenze, direttore tecnico Toscana-gestioni e manutenzioni stradali (avvocato Silvia Palmerini); Leonardo Graziani, 42 anni, di Firenze, all’epoca direttore del servizio del contratto Global Service di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria Fi-Pi-Li (avvocato Elena Tori). Ferrante e Tosi sono stati assolti con rito abbreviato
L’unico a opporsi alla richiesta di assoluzione è stato l’avvocato Alberto Marchesi, legale di parte civile in rappresentanza della moglie di Aldo Caffagni, originario di Empoli, che quel giorno d’estate morì praticamente sul colpo, rimanendo intrappolato tra le lamiere, all’interno dell’abitacolo della sua Mercedes. Un impatto tremendo con il mezzo pesante che finì la corsa di traverso alla corsia che viene usata per dirigersi verso il litorale. L’auto del pensionato poco distante, letteralmente distrutta, almeno nella sua parte anteriore. Un dramma senza ulteriori conseguenze per altre persone che si trovavano a transitare in quel punto della strada di grande comunicazione nel momento dello scontro.
Traffico in tilt e polemiche a non finire sui livelli di sicurezza della Fireze-Pisa-Livorno. L’ennesimo incidente mortale che ha portato a giudizio alcuni vertici delle società che gestiscono una delle arterie più trafficate e importanti della Toscana. Ma la sentenza del Tribunale di Pisa ha escluso motivi legati alla sicurezza nel caso specifico. Il pubblico ministero l’aveva detto chiaramente: «Anche se ci fosse stato il new jersey, Caffagni sarebbe morto lo stesso». Ieri, infine, l’epilogo in attesa che le motivazioni vengano depositate.
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