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Pontedera

Il caso

Pontedera, la rissa tra ragazzine: c’è una denuncia. Ma perché si sono picchiate? Le ipotesi

di Andreas Quirici
Due fermi immagine del video in cui è stato ripreso il pestaggio nel piazzale dello stadio di Pontedera l’altro giorno
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Due fermi immagine del video in cui è stato ripreso il pestaggio nel piazzale dello stadio di Pontedera l’altro giorno

Si ricostruisce il nuovo episodio di violenza tra studenti: la polizia sta analizzando i video. Da evidenziare il provvidenziale e coraggioso intervento di un coetaneo

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PONTEDERA. Piazzale dello stadio Mannucci di Pontedera dove si trova il terminal dei bus usati dagli studenti delle superiori. Un gruppo di ragazzi si agita mentre una giovane viene aggredita e picchiata da alcune sue coetanee. Calci allo stomaco, gli immancabili strattoni dei capelli, poi la caduta a terra e il parapiglia viene condito da altri colpi. Poi succede tutto finisce per l’intervento di uno studente che si mette in mezzo proteggendo la malcapitata. E un’altra ragazza l’aiuta ad alzarsi, mentre quelle che l’avevano aggredita si calmano disperdendosi. L’ormai classica ripresa col telefonino produce un video che passa di cellulare in cellulare diventando virale. E trasformando l’ennesima rissa in un episodio di cui tutti parlano nelle aule delle scuole della città della Vespa.

I motivi

È così che si manifesta un nuovo episodio di violenza tra giovani nella zona del villaggio scolastico. Le protagoniste frequentano alcuni istituti superiori di Pontedera. Sono giovanissime e all’origine di quanto accaduto l’altro giorno ci sarebbe un apprezzamento poco lusinghiero da parte della ragazza aggredita nei confronti di una di quelle che l’hanno picchiata. Ci sarebbe stato una sorta di appuntamento per regolare i conti, solo che invece di un testa a testa, “l’offesa” si sarebbe presentata con alcune amiche.

Condizionali d’obbligo, perché in questi casi quello che arriva all’orecchio ha viaggiato attraverso i racconti dei presenti a chi non c’era che a sua volta l’ha detto ad altri. Come quando i bambini giocano mettendosi in fila e pronunciando una parola all’orecchio di quello che hanno vicino che poi fa la stessa cosa al bimbi seduto accanto e, via via, si arriva alla fine della catena con la parola che viene storpiata o cambiata del tutto. In altre parole, serve cautela quando si maneggiano storie simili con al centro minorenni. Ci sono temi da considerare come il bullismo, la facile violenza, le prevaricazioni che lasciano strascichi fisici ma, soprattutto, psicologici.

La denuncia

E poi c’è il lavoro delle forze dell’ordine che spesso punta a prevenire questi atteggiamenti con incontri mirati a cui partecipano studenti e genitori. Ma in casi simili, quando la violenza si consuma, non si può fare altro che indagare per individuare le responsabilità. Per quello che è successo l’altro giorno di fronte all’Ettore Mannucci è stata fatta denuncia alla polizia: al commissariato di Pontedera stanno analizzando il video. E se dovessero esserci elementi per approfondire la questione, è facile immaginare che si arriverà a provvedimenti per niente indolore nei confronti di chi si è reso protagonista di quella che, in base alle immagini, sembra un’aggressione in piena regola.

Lo studente “eroe”

C’è però un dato inequivocabile da quel che si vede sul display del cellulare o sul monitor del computer. Mentre tanti riprendono e quasi tutti ridono facendo il tifo per l’una o per l’altra parte, c’è un ragazzo che arriva al centro della scena allargando le braccia e proteggendo la coetanea a terra. È quasi l’unico a prendere posizione. Quella giusta per evitare guai peggiori. È la speranza che qualcuno con la testa sulle spalle continua a esserci in quella gioventù dei nostri giorni contro cui troppo spesso viene puntato il dito contro.

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