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Pontedera, ora è vero: in primavera saranno demolite le ex fabbriche
A primavera via alla demolizione della fonderia Ceccanti. Poi i lavori alla Crastan: al loro posto case, uffici e negozi
PONTEDERA. Due progetti di rigenerazione urbana in partenza e il recupero dei volumi in una lottizzazione con abitazioni, tanto verde e nuova viabilità in una zona diversa di Pontedera. Dalla demolizione dell’ex fonderia Ceccanti a La Rotta e la riqualificazione dell’ex fabbrica del caffè Crastan sorgerà un quartiere al Chiesino, in quei terreni destinati a ospitare attività artigianali e che sono stati riconvertiti in residenziale. Con un accordo tra privati e Comune di Pontedera, parte dei volumi oggetto dei lavori vengono letteralmente spostati da un luogo a un altro. E la lottizzazione tra lo Scolmatore e il territorio di Fornacette è la terza di cui si parla per questa zona, dopo il maxi insediamento commerciale sui vecchi campi di proprietà di Giuseppe Diomelli e dopo quello vicino al distributore di carburante che si affaccia sulla Tosco Romagnola. In questo caso si tratta dell’area a fianco di via del Chiesino dove attualmente ci sono solo campi agricoli. Operazioni complesse, di cui si parla da tanto tempo. E che ora dovrebbero essere in dirittura d’arrivo.
L’indagine
Per l’ex fonderia Ceccanti il progetto è stato convenzionato a dicembre. Il Comune ha chiesto un piano d’indagine per analizzare il terreno nella zona delle Vallicelle dove sorgeva la fabbrica, ormai chiusa da anni. «Un accorgimento prima di iniziare i lavori – spiega l’architetto Andrea Mannocci, responsabile del progetto – per evitare sorprese dal punto di vista dell’inquinamento, visto il tipo di produzione che è stata portata avanti dalla proprietà in passato. Ma la bonifica effettuata al momento della cessazione dell’attività ci fa stare comunque abbastanza tranquilli». Così è stata fatta una conferenza dei servizi con il coinvolgimento di Arpat e Asl e che, alla fine, ha approvato il piano d’indagine. Ora serviranno almeno due mesi per le campionature e la risposta ai test. A quel punto il cantiere potrà partire. E l’idea è di iniziare la demolizione del capannone tra la primavera e l’estate.
La rinascita
Più o meno lo stesso periodo in cui dovrebbe essere firmata la convenzione per l’altro piano di recupero, quello che riguarda l’ex fabbrica Crastan tra la Tosco Romagnola e via Primo Maggio nel quartiere della Stazione. Altra opera che è rimasta a “maturare” a lungo ma che dall’autunno dovrebbe iniziare a muovere i primi passi con l’avvio del cantiere per la creazione di spazi commerciali e direzionali in uno degli edifici in cui si è fatta la storia della città e che è inutilizzato da tempo. Il progetto è ambizioso e dovrebbe contribuire a far cambiare volto a quell’area del tessuto urbano pontederese dove troppo spesso si parla, invece, di degrado e criminalità. Riqualificare l’ex fabbrica del caffè chiusa dal 2004, infatti, potrebbe fare da volano per una rinascita anche immobiliare. Ma visti i tanti annunci che si sono susseguiti nel corso del tempo, in questo è bene usare i proverbiali piedi di piombo.
Archeologia industriale
Cautela, dunque, ma anche curiosità per due interventi attesi. E, soprattutto quello alla Rotta, mirati a creare abitazioni di pregio in un contesto di aree a verde sicuramente importante. Saranno nove, infatti, le unità immobiliari in stile loft con elementi che richiamano il vecchio capannone e la cosiddetta archeologia industriale, che sorgeranno al posto dell’ex fonderia Ceccanti. Una trasformazione che privilegerà la qualità della vita e l’estetica, ovviamente a prezzi non proprio accessibili, ma in un contesto di assoluto valore.
Rischio sovraffollamento
E tutto questo, si trasformerà nella nascita di una sorta di nuovo quartiere in una zona alle porte della città che, però, rischia il sovraffollamento, soprattutto dal punto di vista del traffico, anche se, in questo caso, ci sarà tanto verde nei dintorni delle abitazioni che saranno costruite tra la Tosco Romagnola e via del Chiesino. Qui c’è tempo per vedere le ruspe in movimento. Ma il piano parla chiaro e il rischio che si creino problemi in questa fetta di comune sono più che reali.
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