Capannoli, il Pd tira dritto: Cionini candidata. Ora Cecchini è pronta a sfidarla da civica
Partito dilaniato, dopo i veleni l’assemblea conferma la scelta davanti a un garante Sindaca: «Non è più la comunità politica che conoscevo». L’avversaria per ora tace
Capannolii No alle primarie e avanti con Barbara Cionini. L’assemblea comunale del Pd capannolese sceglie di proseguire per la sua strada. E ora l’eventualità di una lista civica guidata dalla sindaca uscente Arianna Cecchini è molto più di una possibilità: anzi fra i diversi militanti, tutti del Pd, che hanno atteso la conclusione dell’assemblea al piano terra del circolo Arci di Capannoli è praticamente una certezza. Ma è obbligatorio riavvolgere il nastro per capirci qualcosa nel caos esploso in questo storico fortino della sinistra pisana subito dopo il via libera al terzo mandato e la disponibilità dell’attuale primo cittadino a correre per la terza consiliatura.
La resa dei conti
Giovedì sera alle 21. 15, al primo piano del circolo era convocata l’assemblea comunale del Pd, la seconda dopo quella andata in scena il 1° febbraio e che si era già chiusa con l’indicazione di Cionini quale candidata, con il via libera però di “soli” 13 dei 25 membri (2 i voti contrari e dieci gli assenti) . Troppo pochi e tutto da rifare, «alla luce dell’articolo 24 comma 4 dello Statuto del Pd» spiegano gli esperti. Mercoledì, però, lo stesso circolo ha ospitato un’altra riunione, con una cinquantina di iscritti del Pd e simpatizzanti del centro-sinistra che hanno chiesto di fermarsi e ascoltare la base, «cosa che non è avvenuta nelle settimane precedenti il voto in assemblea» e di «ricorrere alle primarie, unico strumento capace di garantire trasparenza, partecipazione e democrazia» evitando «i rischi di spaccature insanabili che non possiamo assolutamente permetterci».
Il verdetto
Un appello respinto al mittente in toto. C’è scritto chiaramente nelle 22 righe di comunicato, firmato dal segretario dell’Unione Comunale Alessandro Bacherotti e dai segretari di circolo Alessio Maggini e Simona Salvadori, che sintetizzano gli esiti dell’assemblea che si è svolta sotto l’occhio vigile di Carmine Zappacosta, presidente del Collegio dei garanti del Pd provinciale: «Dopo il diniego al terzo mandato per la sindaca Cecchini votato la scorsa volta, ieri sera (giovedì, ndr) è stato escluso il ricorso alle primarie (con 15 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti) ed è stata confermata la candidatura di Barbara Cionini (con 14 voti favorevoli) , che già in precedenza aveva accettato la proposta della segretaria del partito». Seguono i ringraziamenti ad Arianna Cecchni e alla sua amministrazione «al quale si vuole dare continuità» e la convinzione che «Barbara Cionini saprà interpretare il ruolo che la comunità democratica di Capannoli e Santo Pietro le hanno affidato perché il nostro avversario rimane la destra».
Le reazioni
Sono anche le uniche parole che escono dai vertici del Pd capannolese dopo aver scelto la candidata a sindaca: «Mi prendo due o tre giorni di tempo e poi parleremo» taglia corto anche la diretta interessata. Parla poco pure la sindaca uscente Arianna Cecchini: «Sono amareggiatissima, non è questa la comunità politica in cui sono cresciuta» sono le sue uniche parole.
Gli umori
Così per interpretare lo scenario futuro del centrosinistra capannolese (della coalizione fanno parte anche socialisti e Sinistra Italiana) a una manciata di mesi dalle amministrative non resta che sedersi al tavolo del circolo e ascoltare gli umori dell’“assemblea parallela” di chi, fra un ammicco a briscola e un’occhiata disattenta alle immagini del festival, ha ancora voglia di parlare di politica. Soprattutto di quella della suo paese. «A me la Cionini mi sarebbe stata anche bene, me se si candida l’Arianna, voto lei» dice uno. «Sì, ma hanno deciso in quattro e guarda lì cosa hanno combinato» aggiunge un altro. «Il fatto è che siamo inascoltati, non si conta nulla – sentenzia il terzo -: sennò cosa gli costava convocare una riunione con tutti gli iscritti o anche fare un sondaggio, anche solo per capire che aria tira? ». Emerge anche, involontariamente, il tema del digital divide: «Ma pare che le riunioni le abbiamo fatte, hanno mandato l’invito su whatsapp» dice il più digitale del gruppo. «A posta per non far venire quelli come noi che non sanno “spippolare” – bofonchia il compagno di briscola -: gli costava tanto fare una telefonata? ».
Uscita di scena
Va avanti così fino a poco prima di mezzanotte quando scendono la sindaca Cecchini e l’assessora regionale Alessandra Nardini (che è di Santo Pietro Belvedere), entrambe tra i 25 membri dell’assemblea comunale: «Hanno detto “no” alla primarie e noi che eravamo favorevoli ce ne stiamo andando, adesso credo che stiano votando per la candidata a sindaco» li informano. Ed è in quel che esplode la rabbia e, insieme, cominciano a disegnarsi gli scenari in vista delle amministrative di giugno: «Come è possibile? Allora noi iscritti non si conta proprio nulla: ci cercano solo per portare i volantini o se c’è da andare a servire alle feste» dice il primo fra tanti che annuiscono amareggiati. Segue un coro d’imprecazioni, anche piuttosto colorite. C’è anche chi dice così: «Se sperano che strappi la tessera e me ne vada si sbagliano di grosso, però di sicuro a Capannoli non la faccio più: la prossima la rinnovo a Pontedera o a Terricciola» dice un altro.
Lo scenario
E arriva pure chi apre una finestra sul futuro prossimo: «Ma te gliel’hai detto che a questo punto noi si fa la lista e loro arrivano terzi?» domanda ad Arianna Cecchini. Che sorride e non risponde. L’ipotesi, però, è molto concreta. Stando ai beninformati sarebbe già pronto quasi tutto in vista della sfida alla civica Silvia Rocchi (sostenuta da centrodestra e Italia Viva) e alla stessa Cionini: nome, logo. E soprattutto la lista. l
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