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Baker Hughes sbarca a Lavoria, in arrivo 170 posti di lavoro nel maxi centro logistico

di Andreas Quirici
Baker Hughes sbarca a Lavoria, in arrivo 170 posti di lavoro nel maxi centro logistico

Firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e uno dei colossi dell’economia mondiale. I capannoni nei 40 ettari destinati anni fa all’outlet mai nato

30 gennaio 2024
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Crespina Lorenzana Progetto da grandi numeri a Lavoria, sancito dalla firma del protocollo d’intesa tra la Regione e uno dei colossi dell’economia mondiale, quel Baker Hughes che in Toscana tanti conoscono perché associato a Nuovo Pignone e che è sempre più protagonista nella produzione di componenti per maxi impianti energetici. E proprio in questo ambito s’inserisce l’investimento da circa 100 milioni che porterà nella zona industriale del comune di Crespina Lorenzana, a pochi metri dallo svincolo della Firenze-Pisa-Livorno, la creazione di un centro di logistica integrata capace di generare oltre 150 nuovi posti di lavoro. Per l’esattezza saranno 170 che si aggiungeranno agli attuali 250.

Fase iniziale

Perché quello che sorgerà nei terreni dove alcuni anni fa era stato avviato il piano per la creazione di un outlet sarà la sede in cui far confluire lavorazioni e personale che attualmente Baker Hughes utilizza tra l’interporto di Collesalvetti e il porto di Livorno. E i 250 lavoratori saranno portati a Lavoria dove arriveranno prodotti semilavorati dai vari stabilimenti della multinazionale presenti in Italia e all’estero per essere sottoposti alla messa a punto, all’imballaggio e alla spedizione. Compressori, valvole di grandi dimensioni la cui gestione fisica è già un’opera di ingegneria. E, infatti, le figure che saranno ricercate sono quelle di operai, tecnici e ingegneri. Gli annunci di lavoro sono, però, ancora lontani dall’essere pubblicati. Questa è la fase iniziale di un’opera che avrà bisogno della presentazione di appositi documenti al Comune di Crespina Lorenzana che, a sua volta, dovrà approvare una variante urbanistica per niente facile, tra valutazioni ambientali, studio delle acque e tanti altri aspetti burocratici per poi giungere al permesso a costruire. Un obiettivo che, se i tempi saranno rapidi da parte di società e amministrazione comunale, potrà essere realizzato entro la fine dell’anno. A quel punto si comincerà a veder nascere una struttura all’interno di 40 ettari che si trovano proprio dietro alla sede di una nota azienda di spedizioni e a poca distanza dalla Fi-Pi-Li.

Sana dialettica

La futura “cittadella logistica” sarà costruita da Techbau per conto del Consorzio G4, che fornirà servizi logistici a Baker Hughes per i prossimi anni. L’intesa è stata firmata dal presidente di G4 Scarl, Enrico Bazzi, dall’amministratore delegato di Techbau Spa, Andrea Marchiori, dal presidente di Nuovo Pignone-Baker Hughes, Paolo Noccioni, dal sindaco Thomas D’Addona e dal presidente della Regione, Eugenio Giani. «Il protocollo – ha detto quest’ultimo – accompagnerà, in una sana dialettica pubblico-privata, la realizzazione di un polo competitivo per il territorio e dialogante con le altre piattaforme logistiche a controllo pubblico presenti in zona, a partire dall’interporto toscano Amerigo Vespucci nell’adiacente comune di Collesalvetti, tenendo conto delle future potenzialità infrastrutturali derivanti dallo scavalco ferroviario in zona finanziato con 20 milioni da Regione Toscana, così come dalla futura piattaforma Europa nel porto di Livorno, finanziata con 200 milioni di fondi regionali. Come Regione, abbiamo anche chiesto ai soggetti privati coinvolti in questa operazione l’inserimento di una clausola sociale nella gara di appalto a tutela della continuità occupazionale rispetto al pregresso, sancita poi tramite intese sindacali, così come ci attendiamo l’attivazione di un ulteriore indotto locale. Il protocollo conferma la centralità del territorio toscano nelle strategie di Baker Hughes, come dimostreranno anche ulteriori sviluppi industriali attesi prossimamente su Massa Carrara e Firenze».

Lavoria, mondo

Baker Hughes si servirà della Cittadella per raccogliere i materiali in arrivo dagli stabilimenti italiani di Firenze, Massa, Avenza, Bari, Vibo Valentia e Talamona (Sondrio) ed esteri (europei, Stati Uniti e Asia, Medio Oriente) e dai suoi fornitori dislocati in tutto il mondo, oltre alle spedizioni a destinazione presso i clienti dell’azienda in tutto il mondo. l

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