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Pontedera, veleni sul cannone della discordia: «Lasciato in strada così è ripugnante, toglietelo»
Lettera ai sindaci contro il residuato bellico esposto davanti al Tiro a segno: «Abbiamo bisogno di simboli di pace e non di guerra»
PONTEDERA. «Abbiamo bisogno di simboli di pace e non di guerra». A distanza di anni da quando (nel 2021) ha lasciato Scarperia, dove era un pezzo centrale del percorso didattico al Museo della Linea Gotica nel Mugello, il cannone della “discordia” è di nuovo protagonista di una querelle.
Stiamo parlando di un residuato bellico, di proprietà del Comune di Montopoli Valdarno, dato in concessione al Tiro a Segno di Pontedera.
Passando da via Montevisi, nella campagna della città della Piaggio, il residuato fa bella mostra di sé ormai da anni. Può un cannone residuato bellico, dormiente e inutilizzabile da anni, innescare nuove polemiche? La risposta è sì.
È quanto sta avvenendo a Pontedera, dove dal giugno scorso, alcune associazioni chiedono che il cannone venga trasferito all’interno del Tiro a Segno e non lasciato su una pubblica strada.
E che l’esposizione del reperto storico sia accompagnata da adeguati pannelli illustrativi.
Insomma che abbia un fine “museale” in modo da rispettare le sensibilità di tutti. I rappresentanti del circolo Laudato sì Pontedera Valdera e di Vicopisano Monte Pisano, della Tavola della pace e della cooperazione di Pontedera, dell’Acli nucleo Gronchi di Pontedera e di Legambiente hanno scritto a tutti: ai due Comuni interessati dalla vicenda, al ministero della Difesa, al circolo che gestisce il Tiro a segno di Pontedera, all’Unione italiana Tiro a segno, chiedendo il trasloco del cannone.
Il “monumento” urta la sensibilità. «Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi – si chiedono le associazioni – non pensa che i cittadini possano provare ripugno alla vista di uno strumento di morte e distruzione?».
A giugno scorso rappresentanti delle associazioni hanno incontrato i rappresentanti del Tiro a segno di Pontedera ai quali hanno illustrato la loro richiesta.
Dopo una iniziale dimostrazione di sensibilità le cose non sono cambiate. Il punto è questo. «Quel pezzo di artiglieria – dicono – dovrebbe stare nel piazzale alzabandiera del Tiro a segno e non su una pubblica via, dove invece si trova dall’ottobre 2022. Così si esibisce un simbolo di guerra lungo una strada, cosa di cui non comprendiamo la finalità» aggiunge Claudio Guidi, referente del circolo Laudato sì Pontedera Valdera. Alle richieste delle associazioni ha risposto in maniera formale, con una lettera, il circolo del Tiro a Segno, informando anche gli enti interessati.
«Ci dispiace constatare quanto disturbo emotivo abbia potuto procurare la vista di un inoffensivo cimelio. Possiamo assicurare che la volontà del direttivo della sezione del Tiro a segno nazionale di Pontedera era ed è quella di valorizzare un bene che ci è stato affidato a seguito di lunghe e ponderate valutazioni. Crediamo di essere nel giusto considerando questo ingombrante ammasso di acciaio quello che è: un pezzo della nostra storia che purtroppo si è sviluppata attraverso conflitti disumani ma che alla fine ci ha portato ad essere quello che siamo: una società civile e democratica, rispettosa e tollerante».
E ancora: «L’Italia è piena di monumenti ai Caduti di vari conflitti e spesso contengono strumenti bellici che hanno lo scopo di ricordare quanta gratitudine dobbiamo a chi ha perso la vita per la nostra libertà». In sintesi, il cannone è un simbolo di ciò che è stato e «non deve più accadere».
Una chiave di lettura che non convince le associazioni. Tanto che ora tornano a chiedere in maniera pubblica che il cannone venga rimosso dall’attuale collocazione.
«Lì non può restare – aggiunge Guidi – specialmente ora che ci sono nuove guerre, sarebbe logico che lo tenessero all’interno. Per ora alle nostre missive ha risposto solo il Tiro a segno di Pontedera. Chiediamo che venga trasferito in un’area non visibile dalla strada».
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