Il presidio
«Bagnoli è il candidato giusto a sindaco di Potedera». Ma l’ufficialità tarda ad arrivare
Per il consigliere regionale di FdI Petrucci la presentazione è questione di giorni. «La sfida è apertissima: nel 2019 Franconi ha vinto col 51,6%»
Pontedera Si riparte dal 2019. Ma con cinque anni di lavoro alle spalle. Il remake della sfida Bagnoli contro Franconi è alle porte e a Pontedera il clima da elezioni sta per entrare nel vivo. Anche se al faccia a faccia bis manca ancora l’annuncio ufficiale della ricandidatura dell’avversario ormai storico del sindaco uscente. Questione di giorni per Bagnoli, insomma. Perché a confermare che, con tutta probabilità, la rotta è quella giusta e il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale sarà il volto del centrodestra c’è non solo il «mi prendo ancora qualche giorno per finire di ascoltare i cittadini per poi arrivare alla presentazione definitiva», dichiarato a Il Tirreno da Bagnoli stesso ma anche gli apprezzamenti, gli auguri e le riflessioni di Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e uomo di punta dei “meloniani” in provincia e sulla costa toscana.
Si stanno per sciogliere le riserve?
«Direi di sì. Si tratta di aspettare solo qualche altro giorno al massimo. A breve annunceremo il candidato su Pontedera, con tanto di presentazione pubblica».
Sarà Matteo Bagnoli il candidato per il centrodestra alle prossime elezioni amministrative del 9 giugno? Del resto la voce di una sua ricandidatura si rincorre con sempre maggior forza in città.
«Mi auguro proprio di sì e per almeno tre motivi. Intanto per il risultato ottenuto nella sfida di cinque anni fa che vide la vittoria dell’attuale sindaco Matteo Franconi al ballottaggio ma per soli 430 voti. Con il margine più esiguo di sempre dal Dopoguerra. Appena 1,2 punti percentuali di differenza. Poi Bagnoli in questo periodo ha dimostrato di saper ascoltare la gente, impegno e tanta voglia di fare. E infine sulla sua figura c’è la confluenza assoluta di tutte le forze del centrodestra. Per avere l’ufficialità dovremo però aspettare i prossimi giorni».
Qual è il motivo di tutta questa attesa?
«È una decisione che va inserita in un quadro più ampio. Non si va alle urne solo nel comune di Pontedera. In ballo ci sono anche altri territori e dunque prima di annunciare i candidati tutte le tessere del puzzle dovranno andare al loro posto».
Ma il territorio di Pontedera come si inserisce in questo quadro?
«Quella che si gioca a Pontedera per noi di Fratelli d’Italia è una delle partite più importanti per il valore politico che la città assume, al di là del numero degli abitanti. Il nostro obiettivo è quello ovviamente di vincere e Pontedera rientra nella stessa fascia di priorità che diamo a Firenze, Prato e Livorno».
Perché attribuisce a Pontedera un così alto valore simbolico e al tempo stesso anche quello politico?
«Pontedera è la città della Piaggio e governare qui sarebbe una conferma del cambiamento che sta caratterizzando gli elettori. L’idea che gli operai e i lavoratori votino a sinistra è passata e anacronistica. Ormai, visti anche i risultati di Pisa, dove, tanto per fare un esempio, il centrodestra ha vinto in quartieri come il Cep, la maggioranza dei ceti popolari è orientata verso i partiti di destra. Portare Pontedera dalla nostra parte sarebbe l’ennesima riprova».
Secondo lei, ci sarebbero allora i presupposti per strappare Pontedera al centrosinistra?
«Secondo me la sfida è apertissima e, basandoci sulle elezioni del 2019 ci sono tutti i presupposti per fare bene. Franconi vinse ma al ballottaggio con il 51,6% contro il 48,4%. Ma noi ovviamente faremo di tutto per vincere». l
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