Terricciola, l’enologo Dalpiaz si congeda: 56 vendemmie e traguardi al top
Festa e passaggio di consegne nella tenuta Podernovo dei Lunelli
Terricciola Anche i giganti riposano. Trentino di nascita e toscano d’adozione, per il winemaker Corrado Dalpiaz, uno dei giganti dell’enologia italiana, dopo 56 vendemmie e prestigiosi risultati, è giunto il momento staccare la spina e concedersi il meritato riposo. Alla Tenuta Podernovo si è celebrato il personaggio con una festa alla quale hanno partecipato coloro che hanno condiviso con lui il lungo e prestigioso percorso professionale. Ad iniziare dalla famiglia Lunelli, i re delle bollicine italiane con il marchio Ferrari a Trento che nel 2000/2001 svilupparono il progetto di produrre grandi vini rossi nel rispetto della sostenibilità ambientale, acquisendo la tenuta di Podernovo a Terricciola e poco dopo quella di Castelbuono a Montefalco in Umbria, affiancandosi a Corrado Dalpiaz, amico e compagno di scuola di Mauro Lunelli, enologo e conduttore delle Cantine Ferrari.
Un sodalizio illuminato e vincente che ha portato a realizzare il progetto Lunelli nel migliore dei modi. D’altronde Corrado era già un vero guru in terra di Toscana con una riconosciuta sensibilità spiccata verso il Sangiovese. Già a Montescudaio si era messo in luce con produzioni fuori dall’ordinario, ma Terricciola è stata per lui la consacrazione. A lui si deve l’aver reso noto al grande pubblico, e sicuramente anche ai Lunelli, le grandi potenzialità del terroir della capitale del vino della Valdera, realizzando a Badia di Morrona nei primi anni 90 il Vigna Alta, primo Sangiovese in purezza di levatura, seguito dal N’Antia, bella fusione di vitigni bordolesi. L’impegno con i Lunelli lo mette alla prova in terra Umbra a Montefalco, allora zona emergente, dimostrando grande affinità anche con l’irruento vitigno Sagrantino.
A Podernovo c’era da fare tutto iniziando dagli impianti. Le pietre degli scassi saranno utilizzate per la costruzione della nuova spettacolare cantina dal minimale impatto ambientale.
Rispetto della natura, tradizioni antiche in coabitazione con le innovazioni, sono alla base del lavoro di Dalpiaz che mette subito in mostra la sua arte con la prima vendemmia del 2004 dando vita a due ottimi vini dove l’ossatura di Sangiovese era supportata da uve bordolesi: Aliotto e Teuto. Con il passare del tempo, la maturità delle viti permette sempre maggiore distinzione tra i due vini. Mentre l’Aliotto resta un blend ben definito, il Teuto si avvicina alla purezza mantenendo solo un 5% di Merlot. La sfida di Corrado Dalpiaz e dei Lunelli di dare vita ad un grande monovarietale di Sangiovese era vinta e le basi erano gettate per un ulteriore salto di qualità. Con l’arrivo in forza a Podernovo del noto enologo Luca D’Attoma, nascono due nuovi cavalli di razza in purezza di grande espressione territoriale: il Cabernet Franc Auritea e il Sangiovese Solenida.
La festa è stata anche l’occasione per Corrado dal Piaz di consegnare il testimone della direzione di Podernovo al giovane e capace Giuseppe Fazio. Gli auguri di buona vita si sono moltiplicati tra i presenti ma sia Alessandro Lunelli, amministratore delegato delle Tenute, sia Marcello Lunelli vicepresidente di Cantine Ferrari e presidente della distilleria Segnana, hanno voluto ribadire che anche senza più la responsabilità della produzione e senza obblighi, contano ancora in futuro sul suo prezioso apporto ed il suo ufficio resterà per sempre a sua disposizione perché Pordernovo è e resterà casa di Corrado dal Piaz. In fondo si sa, il lavoro dell’enologo svolto con passione entra nel sangue e nessuno può ancora immaginare Corrado Dalpiaz lontano dalle viti, dal vino e da Podernovol
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