Il presidio
San Miniato, caos Pd dopo l’addio dell’assessora: primarie per il candidato sindaco
Il guanto di sfida lanciato dal segretario Vincenzo Mastroianni legato al clima sempre più difficile in vista delle elezioni
San Miniato Acque sempre più agitate nella politica all’ombra della Rocca, dove puntualissime col nuovo anno sono arrivate le schermaglie elettorali. Secondo la migliore tradizione però il contesto più vivace non è quello fra i fronti, ma all’interno del Partito Democratico, reduce alcuni mesi fa dall’abbandono di una segretaria. E adesso alle prese con le dimissioni dell’assessora ad ambiente e lavori pubblici, Marzia Fattori. Un addio che sarebbe legato al clima sempre più difficile in vista delle elezioni. Quel «clima non sereno» a cui l’ex assessora ha fatto riferimento quando si è dimessa, sarebbe lo stesso alla base di alcune defezioni nel partito, dove si andrebbe verso le primarie.
Molti potrebbero non tentare nemmeno la rielezione a fianco del sindaco uscente, Simone Giglioli, accusato da una parte del partito di “immobilismo” in un contesto di segreterie che in questi mesi si sarebbero fatte sempre più incandescenti. C’è però qualcosa di più. Da settimane, infatti, la voce di un passaggio “di verifica” non indolore per il primo cittadino si è fatta sempre più insistente, al punto che sulle prossime elezioni a San Miniato aleggerebbe anche lo spettro, appunto, delle primarie di partito.
Nessuno al momento conferma niente sul nome, anche se a lanciare il guanto di sfida sarebbe stato il nuovo segretario comunale del Pd, Vincenzo Mastroianni, chiuso per adesso nel silenzio più totale: nessuna conferma, nessuna smentita. Il primo cittadino, dal canto suo, non fa nomi. Anche se interpellato sulla possibilità di fare le primarie per scegliere il prossimo candidato del centrosinistra si limita a poche frasi. «Quella delle primarie è una voce che circola. Per adesso niente di più – dice senza azzardare nomi –. Se qualcuno le chiederà, il partito affronterà la cosa come sempre nel rispetto dei tempi e dei regolamenti». In questi casi, infatti, i protagonisti di un eventuale passaggio di primarie devono raccogliere un certo numero di firme fra gli iscritti, secondo un regolamento molto preciso e tempi abbastanza rigidi.
Non dormirebbero notti tranquille neppure sull’altro fronte, quello del centrodestra e del mondo “civico”, che a San Miniato vede nella lista Cambiamenti un’assoluta protagonista (22% nel 2019). Il centrodestra, che in questi anni ha visto protagonisti Lega e Forza Italia in consiglio comunale, deve affrontare lo scoglio dell’insorgere anche nella città della Rocca del fenomeno Fratelli d’Italia, che rispetto a cinque anni fa in città si è organizzato e legittimamente punta a ristrutturare gli equilibri della futura coalizione. Come in altri comuni del Cuoio, il tasto dolente sarebbe il personale politico, merce assai rara per la destra in Toscana. San Miniato però potrebbe rappresentare anche per altri motivi uno dei laboratori più audaci delle prossime elezioni.
Dopo cinque anni di ottimi rapporti, le opposizioni secondo alcuni sarebbero pronte a fare il salto di qualità verso la proposta di un’alternativa unica o quasi, che vada oltre gli steccati ideologici, al fine di tentare di dare la spallata ad un centrosinistra comunque in difficoltà. Un candidato unico (o candidata) per tutto il fronte delle opposizioni sarebbe sicuramente un’operazione molti difficile da giustificare ideologicamente, ma non sarebbe più un tabù in vista del probabilissimo ballottaggio. l
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