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Fucecchio, il covo dello spaccio nell’ex fabbrica: il sindaco ordina di blindare l’edificio
Smantellati bivacchi nel bosco delle Cerbaie. Sequestrati batterie, tende e fornelli a gas: trovati anche documenti che potrebbero incastrare i pusher
FUCECCHIO. Da ex fabbrica si era trasformata in un rifugio per gli spacciatori, vera piaga da anni delle Cerbaie: quando la polizia municipale, gli operai comunali, il sindaco Alessio Spinelli e un gruppo di volontari sono giunti sul posto, si sono trovati davanti un “accampamento” al chiuso, pieno di rifiuti e dove i pusher trovavano riparo dal freddo pungente di questi giorni.
Siamo alla Querce, nella giornata di sabato: l’ente comunale emanerà un’ordinanza sindacale per ordinare ai proprietari dell’immobile la rimozione di tutti quei rifiuti e la chiusura degli ingressi, così da impedire a questi spacciatori di ripararsi lì, ennesimo tentativo per limitare gli affari illegali legati al traffico degli stupefacenti. Oltretutto sul posto gli agenti della municipale hanno trovato anche dei documenti riconducibili alle persone che popolavano la fabbrica dismessa, un particolare utile per capire di chi si tratta.
«È la quarta volta – spiega il primo cittadino – che ci troviamo a emettere un’ordinanza di questo tipo per tutelare l’ambiente da inquinamento ma anche per evitare che luoghi del genere diventino una base di spaccio. Nella stessa uscita abbiamo anche smantellato dei bivacchi e quando sequestri batterie, tende, fornelli a gas, coperte, fili elettrici e altri generi di prima necessità crei delle difficoltà alle loro attività; anche se si tratta di persone disposte a tutto, anche a dormire al freddo in bosco con la temperatura sotto zero».
Spinelli, però, ammette che siamo dinanzi a una battaglia destinata a essere potenzialmente infinita, se non arriva nel frattempo un cambio di passo nelle normative: «Penso a chi compra la droga, quando viene beccato viene trovato al massimo con una dose, quindi è difficile colpirlo pesantemente. E se penso che a volte abbiamo trovato mamme che portavano i figli a comprare la cocaina, oppure genitori che andavano a fare rifornimento di droga col bambino neonato in macchina, si capisce che la situazione è molto complessa. Noi cerchiamo di fare il massimo, sia con le ordinanze ma coinvolgendo anche la cittadinanza che si riappropria dei suoi spazi. A Galleno la situazione è migliorata molto, però è un lavoro costante: se molli un attimo perdi tutto quello che hai ottenuto. Per cui chiunque vuol unirsi a questi volontari che cercano di “scacciare” i pusher semplicemente vivendo il bosco, è ben accetto. Nel frattempo vorrei che arrivassero norme più dure, soprattutto da un governo che ha fatto della sicurezza un cavallo di battaglia».
Prossimamente, inoltre, Spinelli si riunirà con gli altri sindaci dei Comuni coinvolti (e coi referenti delle rispettive polizie municipali) per decidere un piano d’azione nel breve-medio termine; questo mentre la Prefettura sta lavorando a un ampio intervento per potenziare la videosorveglianza (arriverà anche una torre faro, che servirà sì per l’antincendio ma anche per la lettura targhe) . Infine ma non per importanza i colloqui con l’Arma dei carabinieri per avere dei militari che a cavallo pattugliano il bosco, che per natura è irto di ostacoli e dove è difficile entrare coi mezzi tradizionali.
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