Gioco
Michela e Oscar dopo essersi ritrovati: «Incontrarci? Ci stiamo pensando». Magari per festeggiare il compleanno insieme
Pontedera, i due sono tornati alle loro vite dopo l’incrocio di pochi minuti tra Roma Termini e Ostiense
PONTEDERA. Lei ha di nuovo indossato l’uniforme ed è salita sul treno: nella borsa la solita busta di biscottini da offrire agli eventuali amici a quattro zampe dei viaggiatori. Lui è andato in fabbrica: anche ieri altre otto ore in un’azienda del forlivese a produrre stampi per i tacchi. Hanno ripreso la loro vita Michela Ferrara, la 29enne capotreno di Pontedera che ama gli animali, «a volte anche più delle persone» come ama ripetere sorridendo, e Oscar Gervasoni, il 33enne operaio di Forlì.
Sono tornati alla loro quotidianità di sempre i due ragazzi che si erano incrociati per una manciata di minuti all’alba del primo giorno dell’anno, a bordo dello stesso treno, fra le stazioni di Roma Termini e Ostiense. Prima di perdersi, probabilmente per sempre dopo un saluto fugace sugli scalini di una carrozza ferroviaria. Si sono ritrovati, infatti, solo grazie all’appello lanciato da Oscar dalle colonne de Il Tirreno alla disperata ricerca di quella ragazza che lo aveva “stregato” con un paio di croccantini offerti a Theo, il goden retriever da cui l’operaio romagnolo non si separa mai, e una manciata di minuti di chiacchiere scambiate a bordo treno.
Intanto si scrivono e si sentono: messaggi scritti e vocali, per cominciare a studiarsi e conoscersi. Come si fa sempre in tutti gli inizi, tanti dei quali a volte, rimangono tali. Nel loro caso, chissà. Beninteso, l’idea di vedersi l’hanno già presa in considerazione: «Incontrarci? Certo, sarebbe carino: ma c’è il problema della distanza dato che Pontedera e Forlì non sono vicinissimi» aveva detto al riguardo Michela che, comunque, forse anche per deformazione professionale, un’occhiata alla tratta ferroviaria e alla percorrenza l’aveva data.
«Vedersi? Sì, ne abbiamo parlato ma non c’è fretta» aggiunge Oscar, attento a non correre troppo. Una data, invero, ci sarebbe già. L’ha messa lì sul piatto una delle tante curiose coincidenze di questa storia.
Lei ha 29 anni e ne compirà trenta il prossimo 25 gennaio, lui ne ha 33 ma ne farà 34 il 23 dello stesso mese. Praticamente due giorni prima. È una delle prime cose che si sono detti. Da lì quell’idea di rivedersi, magari proprio il 24 gennaio o nei giorni successivi, e festeggiare insieme il compleanno. Un’ipotesi che entrambi stanno accarezzando: «Sì, è una cosa che abbiamo pensato, ma vedremo» ammettono sorridendo, tutti e due sorpresi dall’eco suscitato dalla loro storia.
Il fatto è che, comunque vada o se anche fosse già finita, è in ogni caso l’incipit di una bella favola. E, forse in un tempo grigio fatto di una quotidianità preoccupante, c’è anche tanta voglia e bisogno di sognare.
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