Il Tirreno

Pontedera

L’inchiesta

Soldi spariti dal circolo Geofor: «Li ho presi io, restituisco tutto entro lunedì»

di Andreas Quirici
Soldi spariti dal circolo Geofor: «Li ho presi io, restituisco tutto entro lunedì»

L’ammissione del responsabile dei prelevamenti dal conto in un messaggio inviato in chat ai colleghi. Ma il nuovo consiglio prepara la denuncia

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PONTEDERA. Comincia con un: «Ciao a tutti», il messaggio con cui il responsabile dei prelevamenti dal conto del circolo Cral di Geofor ha scritto nella chat di un gruppo legato al consiglio assumendosi le le responsabilità e promettendo di far tornare al loro posto in tempi brevi i 48mila euro sottratti negli ultimi due anni.

La forma è quella tipica che spesso si legge sullo schermo dei telefonini. Sgrammaticata, senza punteggiature, qualche errore. Frasi frutto della fretta di provare a togliersi un peso dallo stomaco ma, probabilmente, anche derivanti da uno stato confusionale, come si capisce in alcuni passaggi.

Un’ammissione e la promessa di restituire il denaro che non dovrebbero fermare l’istruttoria da parte del nuovo consiglio del circolo ma anche l’indagine interna della banca da cui sono stati effettuati i prelievi. Senza contare la denuncia che il neo presidente del Cral di Geofor presenterà tra pochi giorni con il supporto, sotto forma di firma degli atti, anche da parte di alcuni sindacalisti che operano nell’azienda. E poi c’è l’appuntamento del 18 dicembre con la riunione del consiglio d’amministrazione in cui si dovrebbero prendere provvedimenti nei confronti del responsabile, anche se il circolo è un’entità esterna rispetto alla società.

L’ammissione

«Io ho fatto del casino me ne assumo ovviamente tutte le responsabilità e sto muovendo soldi da un conto all’altro per rimettere tutto a posto nel più breve tempo possibile». È questa la frase centrale del messaggio scritto su WhatsApp. In un primo momento sembrava che l’ammissione e la promessa di risarcire il fondo del Cral fosse stata fatta attraverso un messaggio vocale, sempre su Whatsapp. In realtà è un testo che il diretto interessato ha inviato per cercare, molto probabilmente, di placare gli animi dei colleghi quando è stato scoperto l’ammanco. Ma a quel punto i buoi erano scappati, perché dopo l’elezione del consiglio attualmente in carica avvenuta a novembre e il vano tentativo di farsi consegnare la documentazione della passata gestione, i nuovi responsabili del Cral sono riusciti a fare la lista movimenti del conto intestato al circolo appurando che i soldi rimasti erano pari ad appena 19 euro. Poi è arrivata la riunione con i vertici dell’azienda in cui è esploso il caso e l’avvio delle procedure per fare chiarezza su una vicenda davvero brutta.

La promessa

Facile da immaginare il trambusto in Geofor, lo scambio di messaggi e le richieste di chiarimento che hanno portato a quel testo inviato quasi a liberarsi la coscienza. Ma che potrebbe metterlo ancora di più nei guai dal punto di vista legale, visto che l’ammissione delle responsabilità è messa per scritto. E anche la promessa di risarcire potrebbe non bastare per sperare di salvare il salvabile.

«Entro lunedì al più tardi perché venerdì (ieri per chi legge, ndr) è festa io ho rimesso tutto sul conto nuovo ma questo poi lo vedrete lunedì a cosa fatta».

La vergogna

Poi quello che resta, comunque, il sospettato dell’ammanco da 48mila euro dice di essersi tolto da un altro gruppo Whatsapp perché pensa di non avere alternative se non vergognarsi. E aggiunge: «Non so come farò a farmi anche rivedere anche se è stato un’errore». Infine chiude con uno «scusate ancora» che sembra sincero. Ma che non servirà a rimediare a un problema impossibile da cancellare.

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