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L’inchiesta

Pontedera, svuotato il conto del Cral Geofor: spariti 38mila euro in due anni. C’è un sospettato

di Andreas Quirici
Pontedera, svuotato il conto del Cral Geofor: spariti 38mila euro in due anni. C’è un sospettato

Nuovo consiglio sul piede di guerra rispetto agli ammanachi. La notizia, infatti, è stata diffusa da Stefano Teotino, esponente storico dell’Unione sindacale di base

08 dicembre 2023
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PONTEDERA. Centonove buoni da 100 euro distribuiti ai soci per un valore di oltre diecimila euro. Come sono lontani i tempi da quando nel 2014 l’attività del Cral di Geofor riusciva a diffondere notizie di questa natura. Perché il circolo dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in buona parte della provincia, con sede tra Pontedera e Fornacette, come tutte le realtà di questo tipo, svolge una funzione importante per i lavoratori. Organizza gite, cene, distribuisce regali a Natale e Pasqua e, in alcune occasioni, riesce anche ad aiutare i propri soci con sostegni economici. Ma questa volta è diverso, perché in pochi giorni si è scatenata la bufera per il Cral che raccoglie circa 200 iscritti su 800 dipendenti. Dal conto in banca mancano, infatti, circa 38mila euro e ne sono rimasti appena 19mila.

Una situazione scoperta dal nuovo consiglio presieduto da Daniele Blanca, sindacalista della Federazione italiana autonoma enti locali (Fiadel) Ambiente che, dopo l’elezione avvenuta a novembre, ha cominciato a chiedere i documenti ai consiglieri precedenti, trovando notevoli difficoltà a ottenere una risposta. Ma una volta fatto l’estratto conto è stato scoperto che c’erano stati numerosi prelevamenti tra il 2022 e quest’anno. Un ammanco rilevante di cui c’è già anche un sospettato.

La riunione

Della vicenda è informata anche l’azienda i cui rappresentanti si sono incontrati con i sindacati. «Nella riunione è emerso un caso su cui occorrerà fare chiarezza in tempi brevi – dice l’amministratore delegato, Paolo Vannozzi –. Ci è stato chiesto aiuto e sostegno e ci siamo detti disponibili a prendere anche decisioni che, verosimilmente arriveranno durante la riunione del consiglio d’amministrazione in programma il 18 dicembre. Ma abbiamo anche chiesto al consiglio del circolo di portare avanti l’istruttoria e di comunicarci l’esito. Così da poter valutare la strada da intraprendere».

I versamenti

La storia è brutta, perché riguarda comunque soldi che i dipendenti versano nelle casse del circolo aziendale pensando di sostenere un’attività utile a tutti. Invece, i 7 euro che ogni lavoratore versa attraverso la proprio busta paga ogni mese sono serviti chissà a cosa per l’utilizzo personale del responsabile degli ammanchi. Nel conto complessivo finiscono anche i circa 15mila euro che Geofor versa in base al contratto nazionale, anche se il circolo è una realtà esterna rispetto alla società. Una cifra rilevante che dovrebbe servire alla forza lavoro per ottenere benefici. E che invece ora è diventato un caso scottante, anche sindacale.

La denuncia

La notizia, infatti, è stata diffusa da Stefano Teotino, esponente storico dell’Unione sindacale di base (Usb) all’interno di Geofor. «Il nuovo consiglio si è impegnato tantissimo per far luce sulla vicenda. All’inizio non si capiva perché non venissero fornite le documentazioni, compresa quella bancaria. Poi tutti hanno capito, perché 38mila euro di ammanco è una cifra su cui non si può passare sopra. Dopo aver accertato tutti gli elementi sarà presentata anche una denuncia alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria».

L’ammissione

I sospetti stanno prendendo una direzione ben precisa su chi aveva le credenziali per andare in banca a prelevare il denaro frutto dei versamenti effettuati dai lavoratori. Una persona che avrebbe anche confessato quanto messo in pratica negli ultimi due anni, promettendo di risarcire i fondi sottratti al contro bancario del Cral di Geofor. Su questi aspetti si capirà di più a breve, quando l’indagine interna porterà a fornire indicazioni certe sulle responsabilità all’interno della vecchia gestione del circolo.

Le domande

Intanto, anche con l’aiuto della società che opera nel capo ambientale, è stato aperto un nuovo conto su cui far confluire le quote dei soci, in cui ci sono operai, ma anche dirigenti. Una storia che riguarda tutti e che, al momento, nessuno si spiega come possa essere potuta accadere. Altro tema di discussione all’interno della forza lavoro è se quello che è sospettato di essere responsabile abbia agito da solo oppure gli autori di questi prelievi sono più d’uno. Di sicuro qualcuno non ha controllato come avrebbe dovuto. Ma finora siamo nel campo delle supposizioni rispetto a una vicenda che ha bisogno della massima chiarezza per evitare di coinvolgere persone che non c’entrano nulla. In attesa delle decisioni da parte dell’azienda che, molto probabilmente, saranno prese già nella prossima riunione del consiglio d’amministrazione.

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