Il Tirreno

Pontedera

Il caso

Associazione ostaggio dei ladri: settimo raid in sede in un anno

di Nilo Di Modica
La sede della Vab a soqquadro dopo uno dei tanti raid dei ladri
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La sede della Vab a soqquadro dopo uno dei tanti raid dei ladri

San Miniato Basso, la rabbia dei volontari della Vab: «Non sappiamo più cosa fare»

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SAN MINIATO. «Cari ladri, ma che ci cercate in una sede di volontariato?». La domanda, rivolta dalla dirigenza della Vab, associazione di volontariato impegnata nell'antincendio boschivo, arriva a commento dell'ennesima “visita” fatta dai malviventi nella sede di San Miniato Basso. Intrusione accompagnata come sempre in questi casi più dai danni che superano l’entità del bottino, dato che nella sede erano presenti solo alcuni spiccioli. Appuntamento ormai quasi periodico: nel giro di appena un anno, quello dell'altra sera è infatti l'ennesimo “colpo” messo a segno dai ladri nella sezione di via Cavane, nella zona di Casa Bonello.

L'ultima volta, nell'aprile scorso, tutto si svolse nelle medesime modalità. La sede, in quel caso, era appena stata rimessa in sesto. In febbraio, infatti, c'era stata un'altra “visita”, con danni alla porta d'ingresso, stanze ridotte in condizioni pessime e, in quel caso, anche un discreto bottino: circa 700 euro derivanti dalle quote sociali delle tessere, che ancora non erano state versare in banca. Insomma, un vero e proprio accanimento. «Siamo amareggiati ormai per l'ennesimo furto in sede – scrivono i volontari sui propri canali ufficiali – . Avvisati dalle telecamere abbiamo chiamato subito il 112, ma non è servito a niente».

«Avete spezzato anche il distributore del caffè, toglieremo anche quello – continuano dall'associazione –. Se qualcuno deve prendere il caffè in maniera gratuita, quelli sono i volontari, e non certo voi». Anche in aprile, le telecamere erano riuscite a riprendere l'anonimo che in piena notte era riuscito a fare intrusione nella sede, mettendo come al solito a soqquadro la sede alla ricerca di qualcosa che, come sempre, non ha trovato.

«Abbiamo perso il conto, ma probabilmente siamo a sette, nel giro di un anno o poco più – dice sconsolato Paolo Checcucci, segretario dell'associazione –. Ogni volta spaccano tutto e non portano via quasi niente, perché dopo l'episodio delle quote sociali a inizio anno non ci teniamo niente. Una delle ultime volte hanno portato via alcuni generi alimentari destinati ai volontari che, a volte, devono stare qui lunghi periodi e magari hanno bisogno di mangiare un boccone».

I filmati delle telecamere potrebbero aiutare le indagini. «Anche l'altra sera siamo partiti subito appena le telecamere hanno avvertito della presenza di qualcuno all'interno, insieme ai carabinieri. Ma purtroppo siamo arrivati tardi – racconta Checcucci. – Sinceramente siamo spiazzati e non sappiamo più come fare. Di fronte ad un tale accanimento viene quasi da pensare che dovremmo spostarci altrove».


 

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