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Corazzano, campo sportivo abusivo da 55 anni: «Il Comune non l’ha mai acquisito»
La proprietaria donò l’area nel 1968 senza che l’amministrazione completasse mai l’iter. L’assessore Arzilli stava lavorando al bando per la gestione e ha scoperto che le particelle sono private
SAN MINIATO. Il pallone è rotolato per oltre mezzo secolo su un campo abusivo. È stato costruito dal Comune su un pezzo di terra non suo. Perché al gesto di altruismo della vecchia proprietaria dell’area, non avevano fatto seguito tutti i passaggi burocratici che erano necessari per concretizzare la donazione delle due particelle. Insomma, la procedura era stata avviata e poi in municipio, tra uffici e amministrazioni, si erano dimenticati di completarla.
Così, nel corso dei decenni, al campo sportivo di Corazzano sono andate in scena migliaia di partite, allenamenti e iniziative su un terreno privato, all’insaputa di (quasi) tutti. Quell’impianto, orgoglio della frazione sanminiatese, in realtà non è mai stato comunale. E, per dirla tutta, non lo è ancora, anche se lo diventerà presto. Con cinquantacinque anni di ritardo.
A “scoprire” che qualcosa non tornava è stato l’attuale assessore allo sport Loredano Arzilli, impegnato a pianificare il bando per la concessione dell’impianto.
«Chi mi conosce, sa quanto sono meticoloso. È una deformazione professionale, visto che sono stato a lungo dipendente di uno studio notarile. La mia professione mi ha portato ad essere molto scrupoloso di fronte a qualsiasi atto».
Il bando per il campo di Corazzano si inserisce in un piano più vasto di riorganizzazione degli impianti sportivi sanminiatesi, che probabilmente negli ultimi decenni sono stati gestiti senza badare troppo agli aspetti burocratici: «Abbiamo ridefinito le concessioni di vari impianti, come la palestra delle scuole, il campino a La Catena, il campo a La Scala, il bacino di Roffia, il Gargozzi a San Miniato e altri. Ma quando sono arrivato a quello di Corazzano, mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava sul fronte della proprietà: semplicemente non era nostro».
Quindi Arzilli ha iniziato un lavoro certosino negli archivi, per cercare di ricostruire la vicenda. E ha individuato l’intoppo: «Questo terreno era stato donato al Comune da una signora alla fine degli anni Sessanta. Ma la normativa dell’epoca prevedeva che, al di là dell’atto di accettazione da parte dell’ente (approvato nel ‘68), era necessaria anche l’autorizzazione della Prefettura. Che in questo caso non era mai arrivata».
Quindi l’area verde è finita in un limbo, dove è rimasta per tutto questo tempo. O meglio, tecnicamente è rimasta di proprietà privata: la donazione non era andata in porto, complice la negligenza di qualcuno.
Tuttavia il Comune di San Miniato è comunque andato avanti per la sua strada, realizzando un campo sportivo non autorizzato.
«Quando mi sono reso conto della situazione – spiega Arzilli – ho rintracciato gli eredi della signora che aveva donato il terreno», che (per fortuna) hanno confermato la volontà di regalarlo alla comunità: «Al di là della disponibilità dei privati, sono stati necessari una serie di passaggi formali non semplici» per sanare la situazione.
Perché di fatto il rogito firmato di fronte al notaio Mario Banti il 21 novembre 1967 non è mai diventato efficace. Una volta rimesse in fila le carte, la questione è stata sottoposta – cinquantacinque anni dopo – prima alla commissione consiliare permanente “Ambiente e territorio” e poi al consiglio comunale sanminiatese, che nella seduta del 31 ottobre scorso ha approvato (con i nove voti favorevoli della maggioranza, mentre si sono astenuti Maria Beatrice Calvetti, Roberto Ferraro, Federico Gregorini e Manola Guazzini), l’accettazione-bis della donazione delle aree di 5.620 metri quadrati totali.
Stavolta non servirà l’ok della Prefettura di Pisa, perché nel frattempo la normativa è cambiata; manca soltanto l’ultimo passaggio, come viene specificato nella delibera: «Il perfezionamento dell’operazione rimane subordinato alla stipulazione dell’atto pubblico di donazione, richiesto a pena di nullità».
Ma, visto anche il precedente, assicura l’assessore, non ci saranno dimenticanze: «Mancano soltanto alcuni dettagli tecnici, poi entro la fine dell’anno firmeremo l’atto con gli eredi».
Quindi sotto l’albero di Corazzano i paesani troveranno il campo sportivo che utilizzano da oltre mezzo secolo: «E a quel punto – conclude l’assessore Arzilli – potremo pubblicare il bando per la gestione dell’impianto» che sarà, davvero, Comunale.
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