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Pontedera, parla la donna accoltellata dall’ex in strada: «Sono viva per miracolo, mi aveva già rotto le costole»
La 57enne, ex agente della penitenziaria, è ancora sotto choc: «Ho sbagliato a sottovalutare la violenza». L’aggressore è un 46enne di Livorno
PONTEDERA. «Sono viva per miracolo, posso solo dire a tutte le donne di denunciare. Anche al minimo campanellino d’allarme, come un pugno nel muro deve fare riflettere».
È ancora molto provata la donna di 57 anni, ex agente della penitenziaria, accoltellata per strada dall’ex, un 46enne bagnino di Livorno, un mese fa circa. Poche settimane prima l’uomo, ancora in carcere, le ruppe due costole. La donna era finita all’ospedale, ai medici aveva confessato la realtà ma poi aveva deciso di non denunciare. Forse in cuor suo sperava che quell’uomo si fermasse. «Mi aveva spaccato le costole, io pensavo non arrivasse a tanto, e invece siamo arrivati a tanto. Per questo sono convinta che sia importante denunciare, ho sbagliato a sottovalutare la violenza» ammette. Poi cerca di fare capire come mai può succedere che una donna vittima di maltrattamenti possa prendere tempo prima di denunciare. «Può capitare di sottovalutare. Non pensi mai che una persona possa arrivare a questi punti – racconta – Avevamo parlato, ci eravamo detti che la relazione era finita, ma niente faceva pensare a quello che poi è successo. Non è che io l’abbia trattato male, sembrava che non ci fossero problemi».
Oggi la donna può dire grazie a chi l’ha soccorsa quel giorno e ha chi, a cominciare dalle forze dell’ordine cittadine, si è mobilitato per fermare l’autore del tentato omicidio. Quella mattina infatti, subito dopo l’accoltellamento, mentre era in corso una serrata caccia all’uomo per le vie del centro, era stata diramata la foto del ricercato. Polizia, agenti della Municipale, così come gli stessi carabinieri che poi lo hanno bloccato alla stazione ferroviaria mentre provava ad allontanarsi da Pontedera, lo hanno cercato.
La donna, la mattina del 14 ottobre scorso, ha rischiato di restare uccisa nell’aggressione. Ma anche l’episodio in cui era rimasta ferita alle costole apre molti interrogativi. «Che posso dire di più? – aggiunge con voce molto preoccupata – Ringrazio la comunità, chi mi ha aiutato e mi è stata vicino. Ho un figlio, devo pensare a lui e al processo che ci sarà». Tra pochi giorni sarà celebrata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il messaggio e l’esperienza vissuta dalla 57enne sono testimonianze importanti.
Impossibile dimenticare quello che è successo quella mattina in via De Nicola, nel quartiere Oltrera. La donna aveva ancora le medicazioni del primo pestaggio, ma non aveva paura. Pensava che l’uomo l’avrebbe lasciata in pace. Invece lui era pronto a farle ancora del male. L’ha aspettata sotto casa e le ha sferrato una coltellata alla gola. Un colpo che poteva essere mortale. Rosanna si è accasciata a terra, con la schiena appoggiata al muretto di cinta del giardino condominio.
Le vicine sono accorse, richiamate dalle urla della 57enne che chiedeva aiuto. «Chiamate mia mamma, muoio», sono state le sue parole alle persone attonite, che si sono riunite davanti a lei, per cercare di soccorrerla. Poi il panico, l’accorrere dei mezzi di soccorso e delle forze di polizia. Oggi il coraggio di parlare.
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