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Calcinaia, il paese rimasto senza medico: i cittadini chiedono aiuto al sindaco
Dal Palazzo comunale la lettera alla Società della salute: «Se il bando va deserto, spazio ai corsisti»
CALCINAIA. L’Asl informa che la dottoressa Mirene Anna Luciani, medico di famiglia nell’ambito territoriale di Bientina-Buti-Calcinaia-Santa Maria a Monte, a metà settembre si trasferisce in un’altra zona e avvisa i suoi pazienti che dovranno scegliere un nuovo medico. Scattano così le preoccupazioni di tanti residenti di Fornacette e Calcinaia che, mentre si muovono per capire quali dottori sono rimasti sul territorio e segnalano che diversi di loro sono restii ad andare a domicilio per le visite, si chiedono se riusciranno a rientrare nei posti ancora liberi delle liste di assistenza dei colleghi della dottoressa.
Tanto che i dubbi e le domande dei cittadini arrivano anche in Comune. Con il sindaco Cristiano Alderigi che, spinto dalle sollecitazione e dalle ansie dei residenti, scrive una lettera alla Società della Salute e alla Asl per avere delle certezze con cui poi rassicurarli. È l’ultimo caso, in ordine cronologico, che racconta una situazione complessa dove, da una parte il numero dei camici bianchi, tra pensionamenti, abbandoni e spostamenti cala inesorabilmente e dall’altra non è scontato trovare i sostituti. Perché dal bando proposto dalla Regione, con scadenza fissata per il 9 ottobre, che individua poco meno di dieci incarichi vacanti da assegnare nel territorio della Società della Salute Alta Valdicecina-Valdera non sembrano arrivare buone notizie. Da una prima analisi a livello toscano, che si rispecchia pure in provincia, risulterebbero pochi dottori disposti ad accogliere l’invito rispetto ai 250 posti complessivi disponibili. La Sds, non a caso, ha inserito, tra le sue necessità, due posti per la zona di La Rosa, uno per l’ambito di Pontedera, due per l’area di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina e altrettanti proprio per l’ambito di Bientina, Buti, Calcinaia e Santa Maria a Monte.
«Questi incarichi per medico del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta e a rapporto orario, tramite la procedura Sisac – spiega la direttrice della Società della Salute Patrizia Salvadori – sono ancora in essere e il procedimento non è ancora concluso. Fino a quando non avremo l’ufficialità continuo a sperare che si possano ottenere medici con incarichi a tempo indeterminato. Se invece non ci riusciremo, avremo sempre la possibilità di usufruire di personale con incarichi temporanei che possiamo gestire tramite bandi, come quello rivolto ai corsisti» (che stanno completando il percorso formativo per ottenere il titolo di medico di medicina generale). La sensazione insomma è che, in alcune aree permangano delle criticità da superare e che il mestiere del medico, fondamentale per la cura e il sostegno delle popolazioni, a maggior ragione di quelle dei piccoli e periferici centri abitati, stia cambiando, almeno dal punto di vista delle presenze e delle adesioni. Con difficoltà legate alle distanze notevoli da percorrere quando il territorio in cui si fa servizio è decentrato e con una mole di lavoro sempre più alta. «Per quanto riguarda Calcinaia comunque – rassicurano dalla Sds – non solo nel bando ci sono due incarichi da coprire ma i due terzi dei residenti hanno già scelto un altro medico. Per quelli che restano in standby però le possibilità ci sono. Molti dottori della zona hanno richiesto l’ampliamento fino a 1800 assistiti».
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