Il Tirreno

Pontedera

In città

Pontedera, trova la banca aperta di sera: la scoperta mentre preleva al bancomat

Pontedera, trova la banca aperta di sera: la scoperta mentre preleva al bancomat

Il racconto dell’uomo che si è trovato in una situazione surreale: «Il vetro della bussola si è spostato, potevo entrare negli uffici»

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si è avvicinato alla bussola che filtra gli ingressi in banca e la voce metallica ha rotto il silenzio: “Entrare, prego” con la prima porta curvata che si è aperta di scatto. Tutto nella norma? No, perché erano le dieci e mezzo di sera e il cilindro blindato all’interno della filiale di via Castelli della Cassa di Risparmio di Firenze a quell’ora doveva essere chiuso.

Il senso civico di un cittadino ha evitato che l’apertura fuori orario della banca proseguisse fino al rientro ieri mattina degli impiegati lasciando scoperto l’accesso all’interno dei locali.

Roberto Bernardini, 61 anni, conosciuto assicuratore di Pontedera, ha avuto la sensibilità di mettere al “sicuro” la filiale. È andato dai carabinieri in via Lotti e nel giro di qualche minuto due militari hanno effettuato un sopralluogo nell’istituto di credito.

«Avevo accompagnato un amico a fare un prelievo al bancomat – racconta Bernardini – . Mentre lui stava facendo la sua operazione all’interno dello spazio, una sorta di anticamera, mi sono avvicinato alla bussola. E con mia sorpresa la porta si è aperta. Non sono entrato nel cilindro perché altrimenti avrei rischiato di restare bloccato per tutta la notte. La cosa mi ha sorpreso. Dopo aver riportato a casa il mio amico sono tornato in via Castelli. La situazione non era cambiata. Bastava avvicinarsi e la porta si apriva come se nulla fosse. A quel punto ho ritenuto corretto informare i carabinieri». La caserma è a poche decine di metri. Due militari sono arrivati sull’obiettivo e con l’assicuratore è stata verificata di nuovo la défaillance dell’accesso in filiale. Erano circa le 23, 15.

«Non so, forse si erano dimenticati di disattivare l’accesso – conclude Bernardini – . Ho visto che i carabinieri hanno telefonato per avvertire chi di dovere e mi hanno preso le generalità. È andato tutto bene, ma davvero chiunque poteva entrare arrivando fino agli uffici e alle casse».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani