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Pontedera, autisti degli scuolabus “a lezione” per fermare il bullismo sui pulmini
Corso per i conducenti dell’Unione Valdera. «Fondamentali per il rispetto delle regole»
PONTEDERA. La prima campanella suonerà in anticipo per gli autisti degli scuolabus che viaggiano in Valdera. I conducenti saranno sui banchi di scuola, studenti d’eccezione, il 7 e l’8 settembre per seguire un corso di formazione sulla comunicazione efficace tenuto dalla dottoressa Olivia Bollini. La determina dell’Unione Valdera, che gestisce il servizio di trasporto scolastico per i bus dedicati ai bimbi che frequentano la materna, le elementari e le medie, nei Comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Chianni, Palaia e Pontedera, in cui vengono programmate le lezioni e specificate le tematiche di studio e di approfondimento per i conducenti parla chiaro. Gli autisti sono in prima linea e devono saper utilizzare un linguaggio appropriato e soprattutto, nei casi di emergenza, dagli imprevisti ai guasti ai mezzi, dagli incidenti ai fenomeni di bullismo, non possono farsi trovare impreparati.
I motivi
«Perché – spiega Mirko Terreni, presidente dell’Unione Valdera – loro sono un’interfaccia importante dei Comuni sia verso le famiglie sia verso gli stessi bambini che usufruiscono del servizio. Abbiamo quindi ritenuto opportuno investire in questo progetto perché siamo convinti possa fornire competenze utili agli autisti per essere maggiormente empatici, inclusivi e avere strumenti adeguati per comunicare in situazioni d’urgenza, di rispetto delle regole o di fronte ad episodi di bullismo». Sotto stress, è difficile mantenere la calma, trovare le parole giuste e confrontarsi in maniera corretta. Capire che dall’altra parte le persone sono diverse. Che una cosa è rapportarsi con i bimbi piccoli, un’altra con gli adolescenti, un’altra ancora con le famiglie e gli adulti in generale. Senza contare le dinamiche conflittuali tra i ragazzi. La questione è delicata e anche il bus può trasformarsi in un luogo di mediazione con possibilità di riflessioni, confronti e riconciliazione. E allora serve, necessariamente, un approccio collaborativo teso ad approfondire «la comunicazione inclusiva, gli elementi di psicologia dello sviluppo, le caratteristiche generali dell’utente con handicap fisico o psichico e l’ascolto attivo». Questi gli argomenti che saranno, non a caso, oggetto del corso di formazione e specificati nella determina. L’obietto è quello «di migliorare le relazioni con i cittadini», si legge.
Prevenzione
Così se nei bus di Autolinee Toscane stanno arrivando le cabine blindate per proteggere gli autisti, che vanno ad aggiungersi alle telecamere di videosorveglianza già montate su tutti i mezzi, per i conducenti degli scuolabus si punta sulla sensibilizzazione e su percorsi adeguati di formazione. Ma, in entrambi i casi, l’accento è su i meccanismi di prevenzione e sicurezza sia per gli utenti sia per i guidatori. Perché gli episodi di violenza, con i dipendenti che guidano i mezzi di At che si trovano frequentemente ad affrontare situazioni di pericolo e diventano destinatari di insulti, minacce, aggressioni verbali e anche fisiche capitano e non di rado. Come accadono, fra i più giovani, gesti più o meno gravi di bullismo. Liti e offese tra i ragazzi che vanno gestite sul momento e arginate. Spesso però i conducenti hanno bisogno di una spalla, di qualcuno che li affianchi nel controllare la situazione, dovendo in primis guidare con attenzione e concentrazione. Ecco che le amministrazioni comunali ricercano cooperative o organizzazioni di volontariato per attività di sorveglianza, assistenza e appoggio.
Supporto
A Terricciola, tanto per fare un esempio, il Comune ha indetto una manifestazione di interesse, con scadenza per presentare la domanda di partecipazione fissata per l’8 settembre, che individui un soggetto del Terzo Settore con il compito di accompagnare i bambini sul bus, di curare le operazioni di salita e di discesa, di vigilare sul loro corretto comportamento e agevolare, in sintesi, il periodo di permanenza dei piccoli alunni sul mezzo di trasporto. I volontari dovranno poi verificare l’identità della persona delegata a riprendere i minori alle fermate e salvaguardare ovviamente l’incolumità dei bimbi durante tutte le fasi del tragitto.
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