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Patrimonio storico

Volterra, al via due anni consecutivi di scavi grazie a 4,5 milioni per l’anfiteatro

di Paolo Falconi
Volterra, al via due anni consecutivi di scavi grazie a 4,5 milioni per l’anfiteatro

Pronta la gara per i lavori che consegneranno lo scrigno a Volterra

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VOLTERRA. L’anfiteatro che non c’era e che ora c’è per almeno un quarto. Ma tra due anni, è l’auspicio di chi ci lavora (e non solo), sarà completamente donato a Volterra, alla sua gente, ai molti turisti.

L’anfiteatro nei pressi di Porta Diana, che dopo un lunghissimo silenzio che ha fatto disperare e preoccupare molti, vede pronta la gara per l'affidamento dei lavori per il completamento dello scavo che, quindi, riprende, e andrà avanti fino a ritrovare il suo splendore.

C’è da spendere quattro milioni e mezzo solo per lo scavo e la messa in sicurezza del monumento. Il tutto arriva, ecco spiegato il lungo silenzio, dopo un ritardo di quasi un anno «a causa di un intoppo burocratico risolto per fortuna a nostro favore che però ci ha costretto a tenere fermo il cantiere per questa stagione» osserva la dottoressa della Sovrintendenza, Elena Sorge.

«Comunque, non c'è da preoccuparsi perché, quando riapriremo il cantiere, ovvero all'inizio credo dell'inverno, non ci fermeremo più per due anni consecutivi scavando certamente nei limiti imposti dal tempo meteorologico». Che è stato sempre la grande paura: aprire un cantiere a ottobre, non è come farlo a maggio, momento in cui parte la “stagione buona”. «Mi viene ripetuto da più parti, ma io rispondo che, trattandosi di un lavoro che andrà avanti due anni, 24 mesi, ci sono comunque due estati e due inverni di mezzo. Quindi non cambia proprio nulla» ribatte la direttrice dei lavori, Elena Sorge.

La quale lavorerà con una trentina di collaboratori. «Una cosa che voglio sottolineare è che questo è un lavoro di squadra; emerge sempre il mio nome, ma dietro, davanti e intorno a me ci sono decine di persone, primo tra tutti il soprintendente, per passare a tutti i colleghi del mio ufficio e collaboratori, archeologi, topografi, architetti, ingegneri, restauratori, i geologi».

E, ora, questi 4 milioni e mezzo. «Il ministero ci ha assegnato questa cifra per terminare lo scavo e ulteriori 3 milioni per la valorizzazione». Ma il calcio d’inizio, dopo le primissime indagini che hanno seguito la scoperta nel 2015 e che hanno consentito di comprendere di cosa fosse capitato agli occhi di chi scavava, fu dato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, che finanziò, tramite Art Bonus, la prima vera campagna di scavo, nel 2019, per un importo di 250.000 euro.

«La prossima campagna del sito ci impone di scavare in senso orario, completando l’indagine di un settore prima di affrontare quello adiacente, questo perché il monumento ha occupato per intero la piccola valle. Altrimenti corriamo il rischio di chiuderci le vie di accesso. Abbiamo effettuato – ha dichiarato di recente ancora la dottoressa Sorge ad Andrea Laratta di “Finestre sull’arte” – sette campagne di scavo per una durata di 2-3 mesi l’una. In media sono stati impiegati, tra archeologi, operai, topografi ecc., una ventina di persone per campagna». A conclusione di questa l’anfiteatro di epoca Giulio-Claudia sarà «completamente ridato al mondo» e sarà facile immaginare la funzione che aveva: spettacoli di combattimenti tra gladiatori, tra belve, e tra belve e gladiatori.




 

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