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Dramma Aquarno

Operaio morto a Santa Croce sull'Arno, ecco com'è andata: la perdita di coscienza per la caduta e poi l’annegamento nella vasca

Operaio morto a Santa Croce sull'Arno, ecco com'è andata: la perdita di coscienza per la caduta e poi l’annegamento nella vasca<br>

Ecco le ipotesi sulle cause della morte dell’operaio

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Santa Croce sull’Arno Una frattura alla base cranica, diverse lesioni al torace dovute alla caduta il cui impatto nella vasca avrebbe provocato una probabile perdita di coscienza con conseguente annegamento.

Per la certezza serviranno almeno un paio di mesi, ma un primo esito dell’autopsia su Alberto Fontanelli circoscrive al trauma e all’annegamento le cause della morte.

Un decesso che non è stato immediato. I fanghi nella vasca avrebbero contribuito a spegnere ogni speranza di salvezza per il 44enne di Pontedera, ma originario di Corazzano, caduto dal tetto in corrispondenza delle vasche del depuratore gestito da Aquarno. Stesso volo, ma lui è sopravvissuto, per il collega Manuele Tulliani, di Castelfranco di Sotto, ricoverato a Cisanello con importanti lesioni alla schiena.

La Procura ha indagato, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, due tecnici di Aquarno che rispondono della posizione di garanzia in ordine alla responsabilità di cantiere e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Uno è assistito dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Fabio Beconcini, l’altro dal legale Francesco Tanzini. Anche i familiari della vittima hanno nominato un legale. Quando sarà dato il nulla osta per la consegna della salma, la famiglia potrà organizzare il funerale.

L’informativa dei funzionari della medicina del lavoro dell’Asl è una base di partenza solida su quello che è il contesto e la possibile dinamica dell’episodio. Tanto è vero che il magistrato non ha disposto alcun sequestro. Con l’autopsia si è compiuto un accertamento tecnico irripetibile e utile nelle indagini. Fontanelli e Tulliani erano saliti sulla copertura in corrispondenza delle vasche di trattamento dei fanghi conciari. Dopo essersi imbracati sarebbero caduti prima di agganciarsi al cavo di sicurezza. Un cedimento del tetto sotto il peso dei due uomini è uno scenario che viene preso in considerazione. L’impianto di depurazione è chiuso da giorni per le manutenzioni estive, quelle che stavano facendo i due dipendenti Aquarno quando la caduta dal tetto, sistemato a cupolini, ha segnato a lutto la giornata. E facendo anche tornare al centro delle rivendicazioni sindacali la sicurezza negli ambienti di lavorol


 

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