Ferragosto da cani, l’anno nero degli abbandoni: colpa (anche) della crisi
L’estate 2023 è da “bollino rosso” per l’associazione Amici animali a 4 zampe. Rincari, inflazione ed effetti della pandemia riempiono canile e gattile
Pontedera Tommy, un giovane meticcio di taglia piccola di neanche due anni, lasciato per strada legato a un albero, sotto il sole, da una persona che «non aveva più tempo per lui». Clara, simil pitbull dal manto bianco e marrone, trovata vagante in campagna e salvata. E ancora, un gattone nero ritrovato dopo un incidente e curato. Come loro, sono decine gli animali abbandonati dai proprietari, in particolare d’estate.
Anno nero
E queste sono alcune delle storie raccolte dall’associazione Amici animali a 4 zampe che a Lajatico gestisce il canile e il gattile per Pontedera e i comuni della Valdera e che raccontano quella del 2023 come un’estate da “bollino rosso” non solo per il caldo, ma soprattutto per l’aumento dei casi di abbandono di animali domestici, perlopiù cani e gatti. Lo aveva già anticipato la presidente dell’associazione Rossella Prosperi i primi giorni di giugno, contando in media dieci, dodici abbandoni o cessioni a settimana e preannunciando tempi durissimi. Dopo due mesi, i dati e gli episodi confermano che il 2023 è un anno da record negativo. «Non è mai andata così male in dieci anni di operatività del canile», ribadisce la presidente.
Le scuse
E la questione assume contorni ancora più preoccupanti se si incrociano queste cifre con la diminuzione delle adozioni e con la loro tipologia, perché è più facile che si adottino cuccioli o cani anziani piuttosto che animali di tre o quattro anni. «Non ho più tempo per lui», oppure «non so come fare quando vado in vacanza» e ancora «mi costa troppo», ma anche «non è come pensavo che fosse». Sono alcune delle tantissime frasi che i volontari, oltre venti quelli stabili e altrettanti quelli che si avvicinano all’associazione per il servizio civile, per i lavori socialmente utili o semplicemente, nei fine settimana, per dare una mano e percorrere le verdi colline di Lajatico con i cani che sono in attesa di essere scelti, si sentono ripetere in continuazione da chi giustifica un abbandono o il fatto di liberarsi di un animale affidandolo al canile o al gattile. E l’impressione che si ricava è che in numerosi casi i veri motivi si concentrino su un paio di cause.
Prima la pandemia
Dalla pandemia alla crisi economica dell’ultimo periodo. «Il fenomeno degli abbandoni e delle cessioni – sostiene la presidente – è ciclico e in estate andiamo in affanno. Con il lockdown abbiamo assistito a un boom di adozioni perché gli animali domestici rispondevano a un bisogno di compagnia e di libertà. Con il cane si poteva uscire. Senza pensare però che il nuovo amico resta e cresce. E infatti assistiamo a rinunce perché magari è cambiata la sua gestione e non sussistono più le restrizioni e le limitazioni legate alle occasioni di svago. Le persone hanno ripreso ad andare in giro, in vacanza e manca la volontà di trovare una soluzione per l’estate».
Poi la crisi
E magari di spendere i soldi per la pensione del cane. Perché un’altra difficoltà che mal si concilia con la gestione di un animale domestico riguarda proprio la crisi economica con cui molte famiglie devono fare i conti. «Quando le persone si trovano ad affrontare situazioni di disagio e povertà – continua Prosperi – sono i cani o i gatti i primi a soffrirne. Anche mantenere un pelosetto in buona salute ha un costo, che aumenta se subentrano questioni di salute o malattie. Spesso dietro il dono di un cucciolo o di un cane adulto, che avviene con tanto entusiasmo, soprattutto i primi tempi, non si tiene poi abbastanza in considerazione che l’animale è un essere vivente, e che il valore di una vita è più importante. Senza dimenticare infine i casi in cui il proprietario muore e l’animale rimane solo o le colonie di gatti nelle case abbandonate».
Lotta dei volontari
Quello che manca insomma è una riflessione sul senso di responsabilità che induce le persone a compiere un gesto inqualificabile, che può creare anche gravi incidenti per l’uomo. «Noi lavoriamo su una maggiore consapevolezza nei confronti dell’adozione e del rispetto dell’ambiente, in generale, e lo facciamo con i nostri volontari nelle nostre strutture, nei laboratori che attiviamo, nelle passeggiate domenicali che organizziamo e nelle scuole», sottolinea Prosperi. Una battaglia portata avanti da anni dall’associazione di Lajatico, dove non a caso è nata, oltre al canile che ospita più di 70 cani, anche un’area dedicata ai gatti, “La Valle degli Angeli” dove i mici accolti sono una quarantina.
I controlli
Un impegno per difendersi dall’emergenza delle cessioni, dei maltrattamenti e del randagismo che mette a dura prova il lavoro dei volontari i quali mappano il territorio, girano in lungo e largo in base alle chiamate urgenti che ricevono, utilizzano i social per diffondere i casi particolari e per dare visibilità ai lori ospiti e mettono in contatto persone, proprietari e famiglie di buon cuore che magari offrono uno stallo momentaneo ai cuccioli prima di finire in canile.
L’appello
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, compresi i sabati e le domeniche. «Non è necessario l’appuntamento – concludono dall’associazione – e chiunque può venire a spendere un po’ di tempo con i nostri quattro zampe e portarli fuori a passeggio tra le colline. Il nostro numero, per qualsiasi informazione è 388 9929018». l
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