Pontedera, la denuncia di un nonno: «Mia figlia lasciata solo dopo il parto per una norma assurda»
Dopo aver trascorso vicino alla neomamma la prima notte, Luciano è andato a prendere la moglie per farsi dare il cambio. «Il personale di turno, però, ha vietato a mia moglie di entrare perché la modifica dell’accompagnatore avrebbe contraddetto le regole. Così mia figlia è rimasta sola pur avendo avuto un parto non proprio facile»
PONTEDERA. «Un disagio che ha disturbato la felicità». Inizia così la lettera inviata all’Urp dell’Asl Toscana Nord Ovest e a Il Tirreno di un signore diventato nonno all’ospedale Lotti di Pontedera tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Con il cuore stracolmo di gioia ma anche con qualche difficoltà di troppo da affrontare, nonostante il lieto evento in famiglia, che stride e offusca gli attimi di meraviglia vissuti. La questione riguarda gli orari di visita, il regolamento che li disciplina e la ricerca di chiarimenti. Tra gli annunci affissi in corsia e una realtà dove è quasi impossibile l’applicazione rigida delle norme. «Prima di tutto – dice Luciano Bendinelli, padre della neomamma – voglio sottolineare che i professionisti dedicati all’assistenza dei degenti non solo sono competenti ma anche appassionati e molto disponibili, fatto davvero raro di questi tempi. Quello che però deve essere messo sotto osservazione è l’accoglienza dei familiari del ricoverato che spesso è al limite della decenza».
E Bendinelli cita la comunicazione scritta in ogni camera. «Dove si riporta – continua – l’orario di visita, fissato dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20, consentito a un’unica persona, sempre la stessa. La presenza di una sola persona è comprensibile e accettabile, quello che non si capisce è che non possa mai cambiare. Forse un retaggio dei periodi di emergenza dovuti al Covid, oggi un po’ anacronistici. Ma il punto non è neppure questo». La regola è il preludio di una serie di incomprensioni che raccontano momenti di apprensione. «Da regolamento – aggiunge il settantenne – è previsto che possa stare in reparto 24 ore al giorno, una persona di fiducia della partoriente, soprattutto per sostenere la donna durante le fasi di travaglio, parto e post parto. Io non credo, considerando che questi tre momenti possono prolungarsi per diverse giornate che il Legislatore pensasse alla solita persona».
Dopo aver trascorso vicino a sua figlia la prima notte Bendinelli è andato a prendere la moglie per farsi dare il cambio. «Il personale di turno però ha vietato a mia moglie di entrare perché la modifica dell’accompagnatore avrebbe contraddetto le regole. Così mia figlia è rimasta sola pur avendo avuto un parto non proprio facile. Dietro mie rimostranze mi hanno fatto leggere il passo del regolamento dicendomi che per l’orario del passo facevano eccezione, permettendo ad altri di accedere al reparto, ma non potevano soprassedere nella presenza h 24. Pertanto chiedo che venga corretta questa direttiva o in alternativa, che mi si spieghi la logica che ne sta alla base».
L’Asl, dal canto suo, conferma che «la figura del caregiver del neonato è una persona a scelta della mamma, che rimane quella per tutto il giorno. Durante l'ora delle visite c'è la possibilità di fare entrare un visitatore diverso dal caregiver».
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