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Pontedera, la Piaggio vola ancora malgrado il calo dell’Asia: i numeri
Settimo trimestre consecutivo in crescita per il Gruppo di Colaninno
PONTEDERA. C’è un paradosso nella relazione diffusa dal Gruppo Piaggio ieri e relativa al primo semestre di quest’anno. A fronte di numeri ulteriormente in crescita, il settimo super trimestre consecutivo, i veicoli a due ruote venduti nel mondo sono in calo dell’1,5 per cento, ma il fatturato di questo segmento è cresciuto del 9,2 per cento. Tutto questo è dovuto al «differente mix dei prodotti», secondo la società guidata dal presidente e amministratore delegato Roberto Colaninno. Curiosità di un conto economico che, ancora una volta, dimostra la bontà di una gestione capace di registrare il valore più alto di sempre in un semestre in fatto di ricavi consolidati (un miliardo e 172 milioni di euro, in crescita dell’11,3% rispetto a un anno fa) e di utile netto (da 45,2 milioni a metà 2022 ai 64,8 milioni di quest’anno).
«Il Gruppo Piaggio ha archiviato il settimo trimestre consecutivo in crescita, registrando i risultati migliori di sempre – ha detto Colaninno durante la riunione di ieri del consiglio d’amministrazione –. Al 30 giugno il fatturato è aumentato di oltre l’11%, superando il miliardo di euro, l’Ebitda si è attestato a 191,2 milioni, con un’incidenza sui ricavi del 16,3%, e l’utile netto ha raggiunto il risultato più alto di sempre nel semestre. Per la restante parte dell’anno applicheremo in tutti gli stabilimenti il sistema di produttività manageriale che ci ha permesso di ottenere una più alta marginalità senza un aumento sostanziale dei prezzi. Continueremo a portare avanti gli investimenti previsti nei nostri piani strategici sulla mobilità elettrica e sulle tematiche legate alla Esg, la sostenibilità ambientale, societaria e di governance».
Se le due ruote non hanno fatto la solita breccia sul mercato, complessivamente la vendita dei veicoli del Gruppo Piaggio è aumentata nel semestre con 324.600 unità (erano 320.600 nel primo semestre 2022), in crescita dell’1,2%. «A livello geografico, la crescita dei volumi dell’area America ed Emea, di cui fanno parte Europa, Medio oriente e Africa ha più che compensato la lieve flessione dei mercati asiatici», sottolineano dalla società. Il fatturato generato dai veicoli a due ruote venduti in Emea e America ha registrato un +15,1%, con particolare evidenza dei risultati molto positivi del mercato italiano (+30%), seguito da quello americano (+9,2%). «In Europa il Gruppo Piaggio ha incrementato la propria quota nel segmento scooter, pari al 23,3% del mercato totale (22,6% nel primo semestre 2022), mentre sul mercato nordamericano degli scooter si è attestata a una quota del 29,3%. In Nord America il Gruppo è inoltre impegnato a consolidare la propria presenza anche sul segmento moto, attraverso i marchi Aprilia e Moto Guzzi – spiegano ancora dal Gruppo Piaggio –. Il settore scooter ha visto un incremento del fatturato del 12,2% a livello globale, spinto in particolar modo dai modelli a ruota alta Piaggio Beverly, Medley e Liberty, dal tre ruote Piaggio MP3, che hanno registrato un incremento complessivo dei ricavi di quasi il 50% e dal brand Vespa, che ha registrato un incremento di oltre il 10%.
Nel settore moto si segnala la forte performance di Moto Guzzi che ha registrato ricavi in crescita di circa il 30%, spinti anche dalla nuova Moto Guzzi V100 Mandello, mentre in casa Aprilia le vendite nel primo semestre sono state sostenute in particolare della supersportiva Rsv4, dell’Aprilia Rs 660, Tuono 660 e 1100, e della Tuareg 600, che ha ottenuto anche importanti risultati nelle competizioni dedicate al mondo rally». Aumento del fatturato pari al 21,8 per cento anche dalla vendita di veicoli commerciali con una forte ripresa del mercato indiano. Tensioni geopolitiche a parte, Piaggio continua a puntare alla crescita anche per il futuro: «Grazie ai miglioramenti di produttività, verrà compensato il temporaneo rallentamento dell’area asiatica, dove si consolida un tasso di crescita del 23% negli ultimi cinque anni. I mercati di India, Europa e Stati Uniti si confermano positivi nonostante l’incremento dei tassi di interesse degli ultimi 12 mesi». l
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