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San Miniato, Andrea Falaschi contro la Ztl: «Deve essere cambiata, ecco le mie proposte»

di Giacomo Pelfer
San Miniato, Andrea Falaschi contro la Ztl: «Deve essere cambiata, ecco le mie proposte»

Il noto commerciante: così è complessa e minacciosa

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SAN MINIATO. «Cambiare si può, anzi si deve, per migliorare una cosa che ad oggi, per come è strutturata, si sta rivelando sbagliata e controproducente». Parola di Andrea Falaschi, “decano” dei commercianti di San Miniato, che con la sua macelleria in via Augusto Conti si prepara a festeggiare nel 2025 i cento anni di attività. Un secolo in cui è successo di tutto, nel quale la macelleria è riuscita a farsi conoscere in mezzo mondo come una delle botteghe più rappresentative della Toscana, ma che alla fine continua a vivere e a lavorare prima di tutto con la clientela locale, quella dei sanminiatesi e dei tanti abitanti della zona che salgono ai piedi della Rocca per trovare i sapori più autentici. Ed è proprio pensando a loro che Falaschi interviene nel dibattito di questi giorni sulla Ztl, suggerendo una riflessione e alcuni correttivi, nell’ambito di «un dialogo – precisa – che è già stato avviato tra amministrazione e Ccn».

Sotto accusa c’è appunto la Ztl del centro storico varata dallo scorso autunno, che dal 1 maggio scorso prevede nella zona A (quella compresa tra via IV Novembre e via Conti) la limitazione del traffico con appositi varchi elettronici dalle 20 alle 5 dei giorni feriali e dalle 14 alle 5 dei festivi, durante i quali possono accedere solo i residenti e alcune categorie. Una limitazione da non confondere con la pedonalizzazione serale in vigore nel periodo estivo ogni martedì, venerdì e sabato, quando per alcune ore il traffico è vietato indistintamente a tutti i veicoli. «La pedonalizzazione estiva secondo me può essere un arricchimento – dice Falaschi – perché consente ai locali di apparecchiare in strada, anche se forse potremmo fare a meno del sabato, quando San Miniato e in generale il comprensorio si svuotano verso le località balneari».

Diverso il discorso della Ztl: «Troppo lunga – dice Falaschi – troppo estesa nel tempo e senza una reale utilità per San Miniato, che di fatto non dispone di una vera proposta turistica. Negli ultimi anni, del resto, l’unico settore che si è sviluppato davvero è quello food e drink, ma si tratta di servizi che non rappresentano di per sé una proposta concreta». Servizi ai quali accede principalmente una clientela locale, che a detta di Falaschi finisce per essere scoraggiata e intimorita da una limitazione al traffico «poco chiara e spesso minacciosa». «Bisogna ribadire innanzitutto che fino alle 20 San Miniato è aperta e si può salire – precisa Falaschi – ma bisogna farlo anche cambiando la cartellonistica: è troppo confusa e minacciosa, compare troppe volte la parola “Attenzione”. Poi occorre rivedere il sistema dei varchi: non è possibile essere multati anche in uscita. Molti automobilisti che per errore sono entrati nella Ztl hanno ricevuto due multe». Secondo Falaschi, però, sarebbe opportuno anche invertire il senso unico di via San Carlo, come viene fatto per il tartufo, in modo che chi arriva da via Guicciardini possa raggiungere il parcheggio di Palazzo Grifoni o quello di Gargozzi.

«Perché se si utilizza Google Maps – spiega – il navigatore ti fa salire da via Aldo Moro nonostante sia l’unica salita sprovvista di parcheggi. Ad oggi chi arriva nelle ore della Ztl non può far altro che girare in via Battisti e tornare giù». Al di là di tutto, però, il correttivo più importante da prendere secondo Falaschi sarebbe di posticipare l’inizio della Ztl alle 23: «Facciamo piuttosto una Ztl notturna – dice – per rispettare il riposo dei residenti. Non è vero che iniziando alle 20 si evita il parcheggio selvaggio, perché non essendoci le strutture il problema è stato solo spostato da alcune strade ad altre. Ad ogni modo nella vita capita di sbagliare, l’importante è avere la capacità di riflettere e trovare la soluzione migliore per correggere».


 

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