Italia
Dottoressa “ricusa” una paziente oncologica: denunciata dall’Asl, viene assolta
I familiari: «Mai visitata». Non riconosciuta l’interruzione di pubblico servizio
CHIANNI. Quel medico di base accusato di non visitare alcune pazienti era diventato un caso nella piccola comunità di Chianni. Una presenza esterna alla realtà locale che non si era inserita secondo i crismi di un luogo dove tutti si conoscono e se come medico non ti fai trovare allora diventi un problema, al di là dell’accoglienza da “forestiero”.
Una situazione di disagio arrivata all’orecchio del sindaco che, a sua volta, aveva segnalato l’inerzia della dottoressa all’Asl. Di qui la denuncia della direttrice generale alla Guardia di finanza a carico di una 59enne originaria della provincia di Caserta finita a processo per interruzione di pubblico servizio. Ieri mattina la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice Giovanni Zucconi ha definito la vicenda almeno in primo grado.
L’accusa era quella di essersi assentata dall’ambulatorio di Chianni e di non aver visitato a casa una pensionata, paziente oncologica, appena dimessa dal Lotti. Il pm onorario Vincenzo Molinaro aveva chiesto la condanna a un mese di reclusione, il difensore un verdetto di non colpevolezza. Il giudice ha assolto l’imputata per le condotte diverse da quella riferita alla pensionata, all’epoca – siamo nel 2019 – 84enne il cui nipote trasferì in un esposto tutto il suo sdegno per le mancate visite del medico di base. Per la storia dell’anziana non seguita a domicilio l’assoluzione è arrivata con la formula della particolare tenuità del fatto.
In aula la dottoressa si è difesa sostenendo che a volte era capitato che non fosse in ambulatorio perché impegnata in visite all’esterno, come quando aveva soccorso un ragazzo punto da un calabrone. «Per un paio d’ore sono stata fuori» ha spiegato nel corso della sua deposizione aggiungendo: «Venivo dal sud e sapevo che Chianni era una realtà particolare. Non volevo restare, ma fui convinta a rimanere».
All’epoca il comportamento del medico, che nel frattempo ha lasciato la Valdera, fu segnato da una mancata intesa con alcune pazienti. Un malessere di cui venne investito anche il sindaco Giacomo Tarrini che si fece parte attiva con la Società della salute e l’Asl per risolvere il problema.
Il medico aveva di fatto “ricusato” un paio di assistite.
«Ho scelto un medico dal quale non ho mai avuto l’onore di essere visitata. Solo una volta mi ha mandato il sostituto a farmi la visita domiciliare» disse al Tirreno la donna quando presentò l’esposto alla Uil di Pontedera. Aggiunse: «A Casciana mi sono trovata nella condizione di cambiare medico: il mio non veniva a trovarmi e io invece avevo bisogno di avere un medico di riferimento». Quando la donna era tornata a casa aveva scoperto che il medico curante non la voleva più e aveva ricevuto una lettera con un oggetto chiaro: “Ricusazione assistito”. E l’invito a trovarsene un altro entro pochi giorni. Il sindaco, ricevuta una segnalazione analoga anche per una 90enne, si rivolse all’Asl lamentando il comportamento del medico riottoso che non aveva legato con alcune pazienti. Un’assenza che per assistite e i loro familiari era da censurare, ma che non si è tradotta in una condanna per interruzione di pubblico servizio.
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