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Bientinese, siamo alle solite presto lo stop ai mezzi pesanti
Nuovi guai causati dall’appiattimento dell’asfalto
PONTEDERA. Stop ai mezzi che superano le 7,5 tonnellate sulla Bientinese. È la prospettiva, anche piuttosto vicina, a cui sta lavorando la Provincia di Pisa, dopo aver valutato le condizioni della strada che collega la Valdera e il casello autostradale dell'A11 ad Altopascio.
E la storia si ripete perché nel tempo la decisione di limitare il traffico ai cosiddetti “bisonti” della carreggiata è stata presa, resa effettiva, poi annullata e reintrodotta di nuovo. L'ago della bilancia oscilla tra le condizioni in cui versa questa arteria, con una conformazione dell'asfalto e della terra su cui poggia nemica della stabilità, i ripristini della superficie che pare non sia mai risolutivi e l'importanza strategica che riveste per la viabilità della regione. «La Bientinese – spiegano il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, e il consigliere provinciale alle infrastrutture, Giacomo Santi – anche in base alle verifiche della nostra struttura tecnica e alle opere eseguite di recente, grazie al finanziamento ricevuto dalla Regione Toscana, ha subito un processo di progressivo riappiattimento della parte superficiale di asfalto. Il motivo è nei forti volumi di traffico che interessano questa arteria viaria, che si classifica come una scorciatoia di rapida congiunzione con la Fi-Pi-Li, rappresentando un'alternativa ottima, anche per i mezzi pesanti, rispetto ai tratti autostradali».
E il problema della riqualificazione del tratto torna a galla e la questione è complessa. Ogni anno vengono spesi circa 60mila euro per la manutenzione, ma lo studio di fattibilità per un eventuale mega intervento costa 1 milione, mentre di milioni ne servirebbero 90 nell’ipotesi in cui si stabilisse che così non si può più andare avanti. In mezzo a tutto questo, ad aprile, il report finale dei procedimenti concordati ed eseguiti sulla strada, raccontava di una spesa di 500mila euro per opere di risistemazione che consentirono di fatto una nuova apertura ai mezzi pesanti. Poco dopo però la situazione è precipitata tanto che la Provincia pubblicò un'ordinanza con il limite di 30 chilometri all'ora in corrispondenza dei due ponti, sorvegliati speciali di quel momento.
Un'ulteriore tegola rispetto al contesto di criticità generale che dipende dal terreno su cui è appoggiata la massicciata su cui è stato steso tante e tante volte il bitume che forma l’asfalto. Questi 10 chilometri circa si stanno deteriorando ancora una volta. «A stretto giro – concludono Angori e Santi – la Provincia reinserirà la limitazione al traffico per i mezzi che superano le 7,5 tonnellate. Il tempo di realizzare un percorso di concertazione con gli enti comunali e le associazioni di categoria, come facciamo di consueto, e sarà ripristinata la disciplina della chiusura ai mezzi pesanti con apposita ordinanza».
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