Pontedera, via degrado e pericoli dall’ex fabbrica dismessa
Al posto della Vitaminol saranno costruite dodici abitazioni. Nel progetto anche marciapiedi, aree a verde e un parcheggio
PONSACCO. Trasformare uno spazio dimenticato, con muri scrostati, erbacce e degrado in uno stabile moderno e accogliente destinato alle famiglie o ridare vita a un terreno abbandonato e farlo diventare un giardino e un’area parcheggio, si può fare. E a Val di Cava si farà. È l’idea che il Comune di Ponsacco sta concretizzando per rivoluzionare, all’insegna della rigenerazione urbana, la zona e l’edificio dell’ex Vitaminol, l’azienda dismessa da quasi tre decenni in via delle Colline per Legoli che, nata intorno agli anni Sessanta produceva mangimi per animali. Un’area che, per territorio, appartiene a Ponsacco, ma che è praticamente attaccata a Il Romito, frazione di Pontedera.
Del recupero del capannone storico, il primo a insediarsi in quest’area, che ha portato la corrente elettrica alla frazione e dato lavoro a tantissima gente, se ne parlava già nel 2017 quando l’amministrazione ponsacchina presentò alla cittadinanza la “Variante Val di Cava”, un provvedimento atteso per un paese sostanzialmente diviso in due che la nuova strada di collegamento tra via Cavalcanti e via Terracini cercava di cucire. E che, insieme alle modifiche urbanistiche, apriva nuovi orizzonti verso la risistemazione di strutture chiuse per gravi problemi di stabilità. Già allora il Comune pensava a un’espansione di abitazioni controllata e il progetto che, dopo sei anni, cambia volto all’ex Vitaminol, conferma le intenzioni originarie.
Così, al posto della vecchia fabbrica, nascerà un complesso di dodici unità immobiliari residenziali. «È il frutto di un lavoro – spiega il vice sindaco Massimiliano Bagnoli – dell’amministrazione che si è dimostrata flessibile in termini di agevolazioni e normative e di privati che hanno avuto coraggio e determinazione per investire in questo percorso». Una sinergia che si traduce in uno schema di convenzione fatto di permessi a costruire e garanzie relative alla realizzazione delle opere di urbanizzazione previste e connesse al recupero dello stabile. «L’obiettivo – continua Bagnoli – è quello di riutilizzare aree in disuso non consumando ulteriori spazi ma sfruttando tutti i servizi, come quelli dell’acqua e del gas che già sono presenti».
Nessuno spreco di volumi ma solo un restyling che farà risorgere un luogo simbolo dove però l’incuria e la sporcizia cominciano a prendere il sopravvento e dove il rischio che diventi un rifugio di sbandati e senzatetto è dietro l’angolo. «E invece – prosegue il vice sindaco – si parla di un miglioramento e di una rivalorizzazione totale, del passaggio da una vocazione produttiva a una residenziale che offrirà occasioni e possibilità a chiunque è in cerca di un appartamento. Che eliminerà i problemi legati al degrado della struttura e al crollo dell’intonaco e quelli relativi all’igiene».
Una metamorfosi insomma sancita anche da una polizza fidejussoria che assicura la costruzione di una serie di azioni a favore dell’intera comunità. «Questo passaggio – sottolinea Bagnoli – è necessario perché se il privato che ha deciso di avviare il cantiere non dovesse, per qualsiasi motivo imprevisto, finire il parcheggio pubblico, i marciapiedi lungo via delle Colline e via di Scopeto e l’area verde che la convenzione stabilisce siano opere da cedere all’amministrazione, il Comune deve poter contare su un fondo che li consenta di terminarle. Il passo successivo è poi l’esecuzione del contratto che porterà all’inizio dei lavori».
Ma al di là del “paracadute” concordato e dell’iter burocratico è l’ottica su cui punta il Comune che fa la differenza. Un impegno a cambiare look ai luoghi abbandonati e «a sviluppare soluzioni innovative – aggiunge – per affrontare con strumenti ed energie nuove le sfide del contesto urbano». Tanto che l’ex Vitaminol non è il solo intervento in programma. «Ce ne sono altri – conclude Bagnoli – di metamorfosi e di rigenerazione per ridare dignità agli immobili e trovare soluzioni più idonee». Strategie, forma e sostanza per convertire i ruderi in rovina e i terreni vuoti in scommesse per il futuro.
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