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San Miniato, perseguitava la ex: patteggia l’accusa di stalking ma deve seguire un corso di recupero
È la condizione fissata per ottenere la sospensione della pena di 16 mesi. Il giovane dovrà intraprendere un percorso per “uomini maltrattanti”
SAN MINIATO. Patteggia per stalking, ma deve seguire un corso di recupero per uomini maltrattanti se vuole ottenere la sospensione della pena.
Lo ha deciso il gup del Tribunale di Pisa che ha fissato in un anno e 4 mesi la sentenza per un 29enne (omettiamo le generalità per tutelare la parte offese, ndr) , residente nel comprensorio del Cuoio. Il giovane ha definito davanti al giudice quelli che erano stati i comportamenti messi in atto verso la fidanzata poi sfociati in minacce e botte. Tutto per la scoperta di una serie di messaggi scritti da un collega di lavoro sul telefonino della compagna. Alla fine della storia per il presunto tradimento, il giovane aveva iniziato a tormentare la ex. Per almeno nove mesi nel 2022 l’accanimento contro la donna aveva vissuto momenti di tensione che avevano portato la Procura a chiedere e ottenere anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Difeso dall’avvocata Michela Pieracci, l’imputato ha scelto di patteggiare con l’impegno a seguire un corso ad hoc promosso da associazioni impegnate nell’assistenza psicologica e nel recupero di chi è accusato di stalking, maltrattamenti e violenze sessuali. È la condizione fissata dalla legge per la concessione della condizionale.
È una storia che ripropone situazioni e azioni di quelle che sono le rotture burrascose di coppie che scoppiano. E dove lui non solo non si rassegna ai titoli di coda nel rapporto, ma con un carico di livore fa di tutto per rovinare l’esistenza della ex. La giovane era assistita dall’avvocato Marco Meoli come parte civile.
La vicenda finita in Tribunale aveva mostrato la prima crepa nel febbraio 2022 quando il giovane aveva scoperto sul cellulare della compagna alcuni messaggi con un collega di lavoro. La reazione era stata violenta. La ragazza venne presa a calci e pugni, anche in testa. Fu l’epilogo della relazione. A quel punto il 29enne avrebbe pianificato una vendetta fatta di messaggi, telefonate ed e-mail con un carico d’odio di cui aveva lasciato traccia. «Adesso sparo, voglio vederti nella tomba, ti voglio morta», ma anche «vi ammazzo tutti e «vivrò per rovinarti, farò finire la tua vita e la tua storia d’amore, sarà un incubo nella realtà». Una sequenza ripetuta nel tempo che da febbraio è andata avanti fino a novembre. Con un episodio, avvenuto a settembre, che aveva visto l’imputato presentare sul luogo di lavoro della ex, in Valdera, per offenderla e minacciarla di nuovo, ma in quel caso di persona, evitando telefoni e computer. Un livello accresciuto nella persecuzione contro la giovane che l’aveva spinta a denunciarlo. I timori che la situazione potesse degenerare avevano avuto il sopravvento sull’idea di gestire in silenzio le incursioni del 29enne. Il primo stop era stato quello del divieto di avvicinamento. Ora il processo con la pena patteggiata.
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