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Case, uffici e negozi nell’ex scuola. Il Comune di Pontedera ci riprova: quarta asta
I fondi Pnrr non arrivano, cambia la strategia per l’ex Corridoni. Il vicesindaco Puccinelli: «Ci sono stati alcuni sopralluoghi di persone interessate. Se va deserta ci sarà un altro tentativo»
PONTEDERA. Prima una scuola materna, poi un plausibile ambiente dedicato a un progetto di co-housing sociale per ridurre l'emergenza abitativa. E alla fine l'inserimento nel piano delle alienazioni del Comune di Pontedera. Con il quarto tentativo d'asta in corso. È l'edificio rosa che si affaccia sulla Tosco Romagnola all'altezza della passerella ad avere un passato ricco di colpi di scena. L'ex scuola Corridoni, immobile del Dopoguerra, modificato negli anni Settanta, nell'estate del 2020 venne chiuso per inagibilità sismica. Da allora la storia non pare aver trovato un lieto fine, anche se sembra sia solo questione di tempo vendere uno dei luoghi simbolo della città della Vespa.
E per una serie di motivi. Intanto la cifra di partenza del bando, all'inizio fissata in un milione di euro, sta scendendo mentre l'interesse legato alla struttura sta crescendo. Senza contare che non ci sono vincoli da rispettare in fase di ristrutturazione.
Liberata dalla sua destinazione scolastica ed educativa la Corridoni può trasformarsi, con gli opportuni lavori di adeguamento e le relative riqualificazioni, in edificio a scopo residenziale e direzionale. Che tradotto significa che può accogliere, in base ovviamente agli obiettivi del futuro acquirente, appartamenti, uffici e piccole attività commerciali al dettaglio. Ma anche, se si volesse, un grande centro dedicato alla cultura o al co-working.
Insomma il ventaglio delle possibilità è ampio. Resta però il nodo del prezzo. Perché l'equilibrio fra l'intenzione di non svalutare l'immobile, di fatto un bene della collettività e la volontà di essere realistici, competitivi sul mercato è difficile da trovare. Ma andiamo con ordine. Dopo essere stata un asilo, la Corridoni era stata individuata come papabile destinataria del Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare), un piano di investimento previsto dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che però, a conti fatti non è stato finanziato.
«Il Comune – spiega il vicesindaco Alessandro Puccinelli – cerca sempre di cogliere le occasioni e di partecipare, nei limiti delle sue possibilità, a bandi e gare. Non sempre riusciamo a vincere. In quel caso decidemmo allora di inserire l'immobile nelle alienazioni per permettere comunque un riutilizzo del patrimonio».
L'iter delle aste è partito a febbraio. «Attualmente – continua Puccinelli – siamo al quarto esperimento, il secondo con un importo di 900mila euro, ribassato rispetto al precedente. Se la vendita dovesse andare di nuovo deserta procederemo a un ulteriore riduzione. D'altra parte c'è piuttosto movimento, con alcuni sopralluoghi da parte di persone interessate già effettuati e fra queste, anche costruttori privati che hanno manifestato, ovviamente in maniera informale, curiosità sull'operazione e sono in attesa di veder calare la cifra in modo da programmare un intervento che possa avere margini di profitto accettabili».
Perché in effetti il prezzo a base d'asta continua a scoraggiare e non poco i possibili compratori che, anche qualora riuscissero a concludere, dovrebbero fare i conti con una risistemazione necessaria per convertire l'edificio in appartamenti o locali a scopo commerciale e con i costi di costruzione che lievitano proporzionalmente all'aumento di quelli dei materiali. Così con la speranza che questo incanto vada in porto, all'orizzonte potrebbe esserci il quinto, con una nuova diminuzione del valore di vendita, all'incirca del 10%.
«Con l'dea di indire aste in maniera serrata proprio per accelerare questo percorso di ribassi e cambiamenti competitivi e ottenere possibili offerte», conclude Puccinelli.
Intanto il termine ultimo per la presentazione delle offerte per l'asta in corso è fissato alle 12 del 26 giugno con apertura delle buste alle 9 del 27 giugno. Ancora obbligatorio il sopralluogo prima di presentare l’offerta, da richiedere entro le 12 del 7 giugno.
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