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Crisi Factory, i dipendenti senza stipendio: «Stima e rispetto per i titolari». La lettera aperta


	L’azienda Factory di Fucecchio: futuro a rischio per i 40 dipendenti
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L’azienda Factory di Fucecchio: futuro a rischio per i 40 dipendenti

Un gruppo di lavoratori: «Vi raccontiamo chi sono davvero questi imprenditori»

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FUCECCHIO. «I nostri titolari si meritano soltanto un po’ di pace e stima, perché hanno fatto l’impossibile per riuscire a salvare questa fantastica realtà. Sono uomini da ammirare per il coraggio che hanno messo in questa impresa. Vogliamo ringraziarli per ciò che sono stati e che tutt’oggi sono».

È uno dei passaggi della lettera scritta da un gruppo di dipendenti della Factory, azienda fucecchiese di capi in pelle con quindici anni di storia che produceva articoli di abbigliamento per il marchio Drome. La Factory è in crisi, i 40 lavoratori non riscuotono lo stipendio da due mesi e il futuro è pieno di incognite. L’azienda, dopo una richiesta di concordato preventivo aperta il 28 marzo con una prospettiva di continuità, ha invece ufficializzato il ritiro del concordato, depositando l’istanza di liquidazione giudiziale con esercizio provvisorio. Una situazione che ha spinto i sindacati nei giorni scorsi a lanciare un appello alle istituzione per gli ammortizzatori sociali.

Ma intanto i dipendenti scrivono una lettera aperta: «Questa è un’azienda fatta di persone con un cuore grande, a partire dai titolari. Grazie al loro temperamento sono riusciti a renderci una famiglia, nel bene e nel male. Insieme abbiamo fatto grandi cose, ma le più importanti le portiamo ognuno nel proprio cuore. I nostri titolari, sono persone speciali, che hanno sempre messo al primo posto i loro dipendenti. Interrompevano il flusso di lavoro perché dovevano, augurarci buon Natale o Buona Pasqua. Ogni anniversario della Factory organizzavano una festa (semplice eh) perché per loro, la cosa più importante era lo stare bene insieme, certi che con l’unione, avremmo saputo rendere grande l’azienda. Per loro ogni singolo dipendente è un gioiello, unico e prezioso, da tenere bene stretto e accrescerlo professionalmente. Dal 2020 le cose sono cambiate; sono stati anni difficili ma ciò nonostante, non hanno mai perso il sorriso o l’ottimismo. Hanno anticipato tutte le mensilità della cassa integrazione nonostante il lavoro fosse calato drasticamente. Hanno cercato di rendere decoroso lo stipendio di ognuno di noi, privandosene loro».

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