Il Tirreno

Pontedera

Esempio di fair play

Pontedera, un applauso agli avversari: il bel gesto dei baby granata

di Tommaso Silvi
Pontedera, un applauso agli avversari: il bel gesto dei baby granata

È successo prima della gara col Forcoli del torneo Esordienti

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si sono schierati di fronte agli avversari prima dell’inizio della partita. Li hanno guardati. E poi li hanno applauditi facendogli i complimenti. Accanto a loro, l’allenatore. Fiero più che mai dei suoi bimbi. «Perché noi siamo istruttori di vita prima che insegnanti di calcio, non dobbiamo dimenticarlo mai. A gennaio ho chiesto le pagelle a tutti, perché voglio che abbiano chiare le priorità nella vita: famiglia, studio e poi lo sport».

Rocco Tullio ha 36 anni ed è il mister degli Esordienti del Gs Oltrera Pontedera Calcio. Il suo sogno nel mondo del pallone è finito presto. «A 21 anni – racconta – dopo un grave incidente ho dovuto smettere di giocare. E ho iniziato ad allenare i bambini». Ora è sulla panchina dei 2011 che giocano con la maglia granata. Quelli che giovedì hanno applaudito i “cugini” del Forcoli – vincitori del campionato – prima dell’inizio del derby.

«Giochiamo in un torneo dove le altre squadre sono quasi tutte composte da bimbi un anno più grandi – continua mister Tullio –, ma nonostante questo siamo arrivati terzi in classifica. Il Forcoli ha fatto veramente una grande stagione, e in settimana parlando coi ragazzi ho proposto loro di fare un gesto che omaggiasse i campioni. Non ho dovuto assolutamente convincerli, perché hanno subito accolto mia idea».

Il video del bel gesto di fair play è stato diffuso proprio dalla società del Forcoli attraverso i propri canali social. Pochi secondi, che però racchiudono un insegnamento enorme. Nel calcio dei milioni, del razzismo e della violenza, c’è ancora spazio per far emergere quei valori che dovrebbero essere alla base di ogni disciplina sportiva.

«Anche a livello giovanile – prosegue l’allenatore dei 2011 dell’Oltrera – si vedono cose fuori dal mondo. Si tratta di bambini, ma molte società puntano esclusivamente al risultato sul campo. In realtà, a mio avviso, a 11-12 anni i bimbi, attraverso il calcio, devono prima di tutto imparare a stare al mondo. E a Pontedera mi trovo benissimo perché ho la possibilità di lavorare in una società che la pensa come me». Tra i grandi dovrebbero imparare in tanti dai bimbi dell’Oltrera.

Applaudire l’avversario campione non è una vergogna, ma un merito. Il merito di chi sa riconoscere la bravura degli altri, di chi non vive il successo altrui come una frustrazione personale, ma come un’occasione per lavorare ancora meglio per arrivare lì, sul gradino più alto di tutti.

«Ormai lo sanno – conclude mister Tullio – quando i miei bimbi si comportano bene li porto a mangiare una pizza. Stavolta, come molte altre, a dire la verità, se la sono proprio meritata. E io sono molto felice, perché al primo anno con loro li ho già visti crescere tantissimo. Come uomini, prima che come calciatori». l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web