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Valdarno, la banda dei cruscotti colpisce ancora: quattro auto sventrate e un risveglio da incubo

di Tommaso Silvi
Valdarno, la banda dei cruscotti colpisce ancora: quattro auto sventrate e un risveglio da incubo

Una settimana fa era successo a Pontedera. Tra le vittime dei ladri una giovane residente nella zona dello stadio: i pezzi poi rivenduti sul mercato nero estero

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CASTELFRANCO. Un altro raid. Il secondo in una settimana. Prima in Valdera, ora nel Valdarno. Da Pontedera a Castelfranco. La banda dei cruscotti colpisce ancora. Quattro “vittime” in una notte. E con ogni probabilità è pronta a farne altre. Nel mirino principalmente Bmw, Audi e Mercedes. I malviventi infrangono il finestrino posteriore, entrano nell’auto e la svuotano nella parte anteriore. Navigatore, altre parti digitali e in molti casi anche il volante di guida. Rapidi, silenziosi ed estremamente precisi. Agiscono di notte, e non si sporcano le mani per un solo colpo. Scelgono la zona del furto in base a quanto questa può fruttare loro. Se nelle vicinanze ci sono più vetture da “sventrare” parcheggiate nel raggio di pochi metri, allora entrano in azione e le fanno tutte. Se non sono coperte da assicurazione, le vittime della banda sono costrette a spendere migliaia di euro per riacquistare le componenti rubate.

Risveglio da incubo

Via Falcone. Non distante dallo stadio Osvaldo Martini. Sono le 8 di ieri mattina e Katia Giovanniello esce di casa per recarsi a lavoro. Vede il finestrino posteriore del suo Mercedes Classe A infranto. Pensa a un tentativo di furto e rientra nell’abitazione per avvertire il compagno. «Lui – racconta la giovane residente a Castelfranco – ha capito subito. Mi ha detto che quando i ladri rompono il vetro del piccolo finestrino vicino al portabagagli significa che vogliono entrare per rubare». Il compagno di Katia ha ragione. I due aprono lo sportello lato guidatore e trovano l’amarissima sorpresa. «Non c’era più il volante», racconta Katia Giovanniello. Scatta l’allarme ai carabinieri. Nel frattempo la coppia decidere di fare un giro nei dintorni. E scopre che la banda dei cruscotti ha visitato almeno altre due auto. Un altro Classe A e un Classe G, in piazza Saragat. È la banda, non ci sono dubbi. Volanti, navigatori e pezzi della parte anteriore portati via.


Il conto definitivo

Il numero non è ufficiale, ma stando a un’accurata ricostruzione, tra testimonianze e richieste di intervento alle forze dell’ordine, nella notte tra ieri e mercoledì la banda ha colpito quattro volte a Castelfranco. Tutte auto Mercedes. A Pontedera, invece, una settimana fa, nel quartiere Fuori del Ponte, i ladri si erano concentrati su tre Bmw.

Emergenza

Non è questione di “allarmismo”, ma la realtà dei fatti. In provincia di Pisa – evidentemente – è all’opera da diversi giorni un gruppo di ladri professionisti, che prende di mira le auto dei marchi più prestigiosi, nel panorama di quelli maggiormente diffusi, per mettere le mani sui pezzi da rivendere – è questa l’ipotesi più accreditata – sul mercato nero. Non Italia, dove potrebbe emergere la provenienza illecita delle componenti, ma all’estero. La richiesta non manca, come testimoniano le centinaia di raid portati a segno in diverse parti d’Italia. Un fenomeno – quello dei cruscotti smontati con cura e asportati – che da nord a sud del Paese va avanti da anni. Ma che, fino a ora, non si era mai manifestato in provincia di Pisa. Un serio motivo di preoccupazione per i proprietari di auto che rispondono all’identikit di quelle ricercate dalla banda dei cruscotti.

Le indagini

Le forze dell’ordine sono al lavoro per arrivare il prima possibile a incastrare il gruppo di criminali. Per il momento sulle indagini c’è la massima riservatezza. Ma ogni dettaglio viene analizzato e inserito nel tessuto investigativo, sperando che – tassello dopo tassello – si possa arrivare a completare il quadro e stringere il cerchio attorno agli autori del colpi tra Valdera e Valdarno.

 

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